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Icardi e i gol in extremis. Tutti i “nemici” del tifoso anti-traffico

“Dai, qui non c’è più niente da vedere”. “Muoviamoci, guadagniamo tempo altrimenti non ne usciamo più”. “Dai, tanto si è capito come va a finire”. Chiudete gli occhi, azionate il pulsante Rewind della vostra mente e pensate a quante volte vi è capitato di ascoltare questa frase dal vostro compagno di avventura allo stadio. Che sia un papà, un amico, uno zio o un fratello. Ogni famiglia che si rispetti ha il suo tifoso anti-traffico, quello che abbandona il suo seggiolino non appena il quarto uomo segnala l’entità del recupero. Lui, quella coda che porta al fischio finale, proprio non la sopporta. Preferisce uscire in anticipo dallo stadio per evitare la ressa. Peccato, però, che gli ultimi istanti nel calcio siano a volte quelli del colpo di scena. Quello al quale, consapevolmente, il tifoso anti-traffico spesso rinuncia. Ecco una Top 5 degli esempi più noti:

21 ottobre 2018/ Inter-Milan 1-0 (93′ Icardi)

L’esempio più recente, ma forse anche il più efficace. Ultimi istanti di un derby poco emozionante, quasi diretto con il pilota automatico verso lo 0-0. Praticamente un inedito per una partita storicamente ricca di gol. Fino al minuto 93 Mauro Icardi è stato un tanguero triste: poco coinvolto nella manovra, quasi mai pericoloso davanti a Donnarumma. Ai veri numeri 9, però, basta un attimo. Come quello che trascorre tra il cross di Vecino da destra, l’uscita avventata dal portiere rossonero e lo stacco in rete di Maurito. Succede mentre qualcuno sta già dando le spalle al campo, diretto verso Piazzale Lotto e dintorni, con l’idea che il lunedì milanese è ormai lì che attende. Un colpo di testa, un boato, qualcuno che risale le scale a chiocciola di San Siro per esultare con i propri beniamini. Tifoso anti-traffico, te lo sei perso.

26 maggio 1999/Manchester United-Bayern Monaco 2-1 (91′  Sheringham, 93′ Solskjaer)

Era il 26 maggio quando al Camp Nou di Barcellona, Manchester United e Bayern Monaco diedero vita ad un match che tutt’ora vive nella leggenda. Già, perché se Pierluigi Collina, arbitro di quella sfida, avesse fischiato la fine al 90′, oggi quella Champions League sarebbe nella bacheca dei bavaresi. Con i se e con i ma non si fa la storia, figurarsi quella del calcio. Così quel recupero catalano resta una gemma nella stanza dei trofei di Old Trafford. Mario Basler sbloccò il match dopo appena sei minuti con una punizione dal limite. Jancker e Scholl presero due legni, così il risultato rimase in bilico fino alla fine. Lo United? Irriconoscibile, tanto che qualche tifoso preferì salutare gli spalti in lieve anticipo per evitare di immergersi nel traffico della notte di Barcellona. Mai errore fu più grave. Minuto 91: Beckham dalla bandierina, palla che arriva a Giggs, botta deviata da Sheringham e 1-1. Delirio Manchester. Che diventò apoteosi un minuto dopo. Altro calcio d’angolo, ancora lo Spice Boy dalla bandierina, spizzata di Sheringham e zampata del norvegese Ole Gunnar Solskjaer: rimonta completata, 2-1 Manchester. In lacrime, a fine partita, c’erano i calciatori del Bayern e quei (pochi) tifosi che avevano abbandonato alla spicciolata gli spalti.

26 settembre 2007/ Torino-Juventus 0-1 (94′ Trezeguet)

Derby atipico, il primo dal ritorno in Serie A della Juventus dopo la retrocessione in B per i fatti di Calciopoli. Per raccontarlo, però, si deve cominciare dalla fine: nel recupero Trezeguet batte Sereni con un destro al volo, ma la posizione del francese fa discutere perché sul colpo di testa di Almiron corretto da Dellafiore, Trezegol è in fuorigioco. Tra le proteste granata l’arbitro convalida e la Juventus di Ranieri si porta a un punto dall’Inter capolista.  Dei 20mila tifosi granata e dei 5mila bianconeri presenti quella sera all’Olimpico, però, più di qualcuno aveva già preso la via di casa in anticipo. “Merito” di una stracittadina nervosa e poco divertente. Fino al gol di Trezegol. Che per il tifoso anti-traffico ha il sapore della beffa.

29 aprile 2001/Roma-Lazio 2-2 (95′ Castroman)

Provate a digitare il nome di “Lucas Castroman” su Youtube. Gli unici risultati correlati (o quasi) vi porteranno a “gol derby”. Già, perché nella carriera di questo esterno di centrocampo argentino che ha optato per il ritiro a 30 anni, c’è una notte indimenticabile. Quella del 29 aprile 2001. Tema: derby della Capitale. Svolgimento: gol decisivo nell’ultima azione. A Castroman toccò la gloria di segnare un gol decisivo in quel derby. La Roma di Capello correva verso lo scudetto e stava vincendo per 2-1: pieno recupero, minuto 95. Dopo una mischia su corner, un pallone schizza tra i piedi di Castroman che lo calcia rasoterra, dritto in gol. Una resistenza estrema a un titolo che sarebbe arrivato ugualmente, che ha come manifesto la rabbiosa esultanza con “los huevos” di Simeone. Uno spettacolo di agonismo e appartenenza che il tifoso “previdente”, l’amico dal facile “andiamo, tanto non riescono a rimontare”, si sarà perso.

8 marzo 2017/Barcellona-PSG 6-1 (95′ Sergi Roberto)

In Europa, è il gol con dedica speciale al tifoso previdente. I blaugrana sono chiamati all’impresa dopo la sconfitta per 4-0 nell’andata degli ottavi di finale a Parigi contro il PSG. Suarez, l’autorete di Kurzawa e Messi riaprono i giochi in 50 minuti, Cavani prova a spegnere gli ardori catalani. Al minuto 88 al Barca servono tre reti. Neymar segna il 4-1, poi nel recupero – quando più di qualcuno è già andato via applaudendo gli uomini di Luis Enrique – succede l’inimmaginabile: ancora O’Ney fa 5-1, poi al 95′ Sergi Roberto si avventa su un cross e regala il pass per i quarti al Barcellona. Pensate a chi ha ascoltato il boato dal parcheggio del Camp Nou. E ricordate: partita finisce quando arbitro fischia. Tre volte.