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McDonald Mariga, il vero eroe di Barcellona-Inter 2010

L'inter torna a Barcellona, e la mente viaggia alla partita più lunga della storia nerazzurra e all'eroe che ne decise le sorti. Come chi? McDonald Mariga.

Di Barcellona-Inter del 28 aprile 2010 si è detto e scritto di tutto. L’espulsione di Thiago Motta, Chivu esterno di centrocampo, la strenua resistenza, il gol di Piqué, quello annullato a Bojan, la corsa di Mourinho e gli idranti sul prato del Camp Nou.

Nel giorno del ritorno nerazzurro in terra catalana, è doveroso però rendere omaggio al vero eroe della partita più lunga della storia dell’Inter e dei suoi tifosi. Milito? Capitan Zanetti? Julio Cesar? Eto’o? Samuel? Ma per favore.

A portare l’Inter a Madrid fu solo e soltanto McDonald Mariga. Nei minuti della pressione totale di Messi e compagni, quando le energie già erano terminate da tempo, saliva in cattedra la colonna keniota.

Dentro dal minuto 86 per Eto’o, subito dopo il vantaggio di Piqué e con la chiarissima possibilità di regalare una “cappellata” epocale al primo secondo utile, il centrocampista arrivato a gennaio dal Parma decide di catapultarsi nella storia con la statura di un gigante.

E a pochi secondi dal termine della partita, nello zenit di paura e tensione, l’uomo col nome di un fast food cala la sua personalissima Gioconda.

Jeffren, palla al piede sul vertice destro dell’area, prova a guadagnare il fondo. Se passa, c’è tutto il Barcellona (Messi è il più vicino) pronto in area a gettarsi sul pallone. In quel momento, con un intervento da infarto garantito, arriva “il gambone di Mariga”… (cit. Caressa)

L’intervento scivolato e la successiva punizione guadagnata sono tra quelle istantanee della memoria che ancora a distanza di anni fanno prima stringere il culo e poi rizzare la pelle ai tifosi interisti di ogni generazione, che nel cuore della notte si svegliano sudati pensando “e se Mariga avesse fatto strike?”

Oggi, ad appena 31 anni, questo totem leggendario è svincolato. Qualcuno per favore lo riporti immediatamente nel calcio che conta.