CHE FINE HANNO FATTO – Daniele Galloppa e la maledizione del crociato

Daniele Galloppa – Quando varchi i cancelli che portano verso il calcio ad alto livello, svariate possono essere le problematiche atte a diminuire le chance di diventare un campione. Nel caso di Daniele Galloppa (che la stoffa del campione ce l’aveva, eccome) i tantissimi infortuni collezionati in carriera, neanche fossero figurine di un disgraziato album della sfortuna, non gli hanno consentito di raggiungere livelli più elevati di quelli agguantati. Per sempre un’eterna promessa mai arrivata alla definitiva consacrazione, l’ormai ex calciatore può recriminare per i tanti guai di un’esperienza calcistica con qualche soddisfazione ma anche infiniti guai fisici.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 19: Daniele Galloppa

Non tutti i calciatori possono vantare 10 anni di giovanili nella Roma (a memoria, uno dei pochissimi ad avere una trafila simile, anche se numericamente differente, è stato un certo Francesco Totti). Ebbene, Daniele Galloppa può vantarsi di essere cresciuto – tanto e bene – tra le fila giallorosse sino al primo prestito della carriera, che lo porterà a giocare con la Triestina. Galloppa ha l’opportunità di misurarsi subito con la Serie B e, a differenza di molti giovani che rimangono inghiottiti dalla categoria, grazie alle sue qualità (tra cui una grande tecnica e un’ottima visione di gioco) riesce a risultare più che interessante, svolgendo due stagioni più che dignitose a Trieste con 60 presenze impreziosite da una rete. Dopo una breve parentesi (abbastanza positiva) all’Ascoli, con un assaggio di Serie A, nel gennaio del 2007 Galloppa viene acquistato dal Siena, con la compagine toscana anch’ella nel campionato dei grandi. Il biennio successivo darà l’idea di un giocatore molto molto valido, magari non eccessivamente presente in zona gol ma decisamente capace nell’ultimo passaggio e nell’interruzione del gioco avversario. Non è un caso che, dopo aver fatto la trafila di Nazionali giovanili, Galloppa nel 2009 esordisca anche con l’Italia, giocando due amichevoli contro Irlanda del Nord e Svezia. Il Siena risolve la comproprietà a suo favore e poi, nell’estate del 2009, vende metà del suo cartellino al Parma. Per Galloppa, a conti fatti, è la grande occasione di crescita: può giocare titolare in un club glorioso, che ha voglia di rilanciarsi dopo anni un po’ sottotono. Dopo una prima stagione tutto sommato continua, dalla seconda iniziano ad arrivare vari problemi fisici, che minano il suo rendimento. Il vero dramma nella carriera di Galloppa, però, inizia nell’inverno 2012, quello che cambierà ogni cosa.

Dopo aver rimediato varie distorsioni negli anni precedenti, il 21 ottobre del 2012 il ragazzo si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro (che era stato precedentemente operato). Tornato con grande fatica ad allenarsi con la squadra per l’inizio della nuova stagione, nel luglio del 2013 si infortuna nuovamente nell’amichevole di preparazione contro il Marsiglia: stavolta la lesione al crociato riguarda il ginocchio destro. Nei restanti 2 anni al Parma Galloppa non arriverà a collezionare nemmeno 20 presenze con il club ducale, rimanendo in seguito svincolato dopo il fallimento dello stesso. Dopo due crociati rotti in due gambe diverse Galloppa deve cercare un progetto con cui rilanciarsi. Prova così ad accasarsi al Modena firmando un annuale con opzione per il secondo anno. Incredibilmente, però, nel gennaio del 2016 il legamento del ginocchio destro lo abbandona nuovamente e arriva l’ennesimo lungo stop in una carriera ormai praticamente pregiudicata e passata, in pochi anni, dallo status di “interessante” a quello di “terminata”. Ripresosi, cerca un ultimo colpo di reni con Cremonese (0 presenze totali) e Carrarese, per poi dire definitivamente addio al calcio giocato. Attualmente, a 33 anni, è passato dal campo alla panchina per allenare il Santarcangelo. La speranza, ovviamente, è che il nuovo ruolo gli dia più di quanto abbia ricevuto da calciatore, senza il rischio (per fortuna) di incorrere in altri infortuni, distruttori di gioie e di sogni.

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