Davide Lanzafame, il goleador del Danubio

Quando prendi una squalifica per calcio scommesse puoi scegliere di mollare tutto, nascondendoti e cancellare tutti gli anni che hai trascorso con quel pallone tra i piedi, oppure puoi reagire e decidere di rimetterti in viaggio verso il tuo futuro. Un viaggio che per Davide Lanzafame porta dritto a Budapest.

“La Juventus non è la mia squadra del cuore: io sono sempre stato interista e il mio idolo è Luís Nazário de Lima, il vero Ronaldo”.

Un paradosso vestire la maglia bianconera sin da bambino, crescere calcisticamente a Torino e tifare per la squadra rivale per eccellenza. A volte succede e se fai il tuo esordio con quella maglia proprio nella stagione del purgatorio chiamato serie B il paradosso diventa decisamente uno scherzo del destino.

Per Lanzafame il bianco e nero lascerà spazio al biancorosso, l’aria gelida del nord farà spazio al sole e al profumo di salsedine del mare di Bari.

Quel Bari al tempo guidato da un signore chiamato Antonio Conte, allenatore che ha subito scelto Davide piazzandolo in pianta stabile nel suo undici titolare. Un’annata da 10 reti e una dichiarazione del suo allenatore – Lanzafame può diventare come Cristiano Ronaldo – hanno scaldato i bookmakers e scatenato le fantasie dei tifosi, peccato che l’anno della sua consacrazione divenne l’anno del viaggio a/r Bari Palermo e della stagione meno incisiva, nonostante la promozione.

Poi l’inchiesta. “Avevo due possibilità: raccontare la verità oppure negare. Ho deciso in un secondo.” Davide ha detto tutto ammettendo le proprie responsabilità difronte la giustizia, pagandone le conseguenze. Parma, Torino, Brescia, Catania, Grosseto, il deferimento, Budapest, ancora l’Italia e di nuovo l’Ungheria. Stavolta per restare e vivere la seconda giovinezza.

 

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Oggi Davide incanta il campionato ungherese con i suoi gol, prima nell’Honved Budapest dove era tornato nell’estate 2016, ora nel Ferencvaros con un contratto triennale fino al 2021. Il club più titolato d’Ungheria ha deciso di puntare sul goleador italiano, che oltre a prendersi una piccola rivincita contro chi l’ha invitato ad allontanarsi dall’Italia, si gode la sua nuova maturità calcistica, mettendo definitivamente le radici nella città tagliata in due dal Danubio.

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