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Chiamatela zona Romagnoli, la beffa all’ultimo respiro

Deve essere stato difficile da digerire. Abbastanza da stimolare una vera e propria catarsi. Beffato nel derby da Icardi al 92’. Anzi, beffati. Il Milan e il suo capitano. Il Diavolo ha visto sfumare la stracittadina all’ultimo respiro. Lui, Romagnoli, ha potuto solo assistere dalla fascia allo scivolone di Musacchio, all’uscita azzardata di Donnarumma e al colpo di testa di Maurito.

Un derby perso a tempo scaduto: forse non bastano neppure le vittorie al 91’ con il Genoa e al 97’ con l’Udinese per cancellarne l’amaro. Ma a firmare i due successi sempre lo stesso uomo, immagine e cuore di questo Milan: Alessio Romagnoli (che nel frattempo era passato anche per un autogol a San Siro).

Chiamatela zona Romagnoli, da oggi. Perché due gol in 4 giorni, tutti nei minuti di recupero, segnati peraltro da un difensore, non possono essere un caso.

 

CESARINI DA BUENOS AIRES ALL’ULTIMO MINUTO

Renato Cesarini, calciatore italo-argentino che già di per sé aveva una storia particolare, nato a Senigallia e cresciuto a Buenos Aires, diventato eroe con la maglia della Juventus grazie a cinque scudetti di fila da giocatore (quelli del Quinquennio) più uno da allenatore, entra definitivamente nella storia il 13 dicembre 1931. Da oriundo con la maglia dell’Italia segna al 90’ il gol vittoria in Coppa Internazionale contro l’Ungheria. Lui, però, ancora non lo sa.

Passa solo una settimana e un giornalista del tempo ribattezza con la nota “zona Cesarini” il gol decisivo di Visentin in Ambrosiana Inter – Roma.

IL RECUPERO VAL BENE UNA CHAMPIONS

Del resto, i gol segnati all’ultimo minuto non sono poi così rari. Ma pochi sono quelli che passano alla storia. Tra questi quelli della finale della 44esima edizione della UEFA Champions League disputata il 26 maggio 1999 al Camp Nou di Barcellona tra Manchester United e Bayern Monaco. Tedeschi avanti nel punteggio, inglesi avanti all’attacco. Al 91’ Teddy Sheringham, al 93’ Ole Gunnar Solskjaer. Peraltro entrambi entrati a gara in corso. Se sei un appassionato di pallone e hai visto (o rivisto) quella partita, hai esultato. Al di là della fede calcistica.

 

UN PUNTO (E UN MINUTO) STORICO

Nei minuti di recupero Gattuso ha festeggiato quest’anno per Cutrone e due volte Romagnoli. Ma lo scorso anno, al debutto, a Benevento era stato vittima proprio dei secondi finale. I campani centrano il loro primo storico punto in serie A, peraltro a dicembre, con il gol di testa del portiere Brignoli, durante l’ultimo assalto disperato alla porta difesa da Donnarumma.

 

UN TEDESCO A ROMA

 

Alla storia del derby di Roma, invece, è passato il gol di Miroslav Klose che, al 93’, decise la sfida tra Lazio e Roma del 2011. Dopo una traversa dello stesso Klose e un palo di Cissè, la stracittadina della capitale sembrava stregata per i biancocelesti che, invece, trovarono la gioia più grande proprio all’ultimo respiro. Un gol ricordato ancora oggi.

 

PIU DELL’AMORE POTÈ BORGONOVO

La sfida tra Fiorentina e Juventus per i tifosi viola non è mai stata una sfida qualunque. Ma quella del gennaio 1989 è la partita perfetta. Rui Barros segna per la Juve, Baggio su rigore riesce a pareggiare. Tutto nel primo tempo. Al 90′, Baggio va a battere un calcio d’angolo, d di testa Borgonovo fa gol. Il Comunale di Firenze, non ancora Artemio Franchi, esplode di gioia. Un gol da leggenda. Così come da leggenda è il commento di uno storico commentatore radiofonico fiorentino: “E’ meglio di una scopata”.

 

LA DECIMA DEL REAL

Altro finale thriller, altra finale di Champions League. Questa volta, nella stagione 2013/2014, si gioca il derby madrileno tra il Real guidato da Carlo Ancelotti e l’Atletico di Simeone. I colchoneros al 93′ sono avanti grazie a Godin, ma nell’ultima azione dei tempi regolamentari un altro difensore, Sergio Ramos, segna di testa. I supplementari saranno solo “Real”. La Casa Blanca segna altre tre volte e porta a casa la Decima, la sua decima Coppa dei Campioni.