Storia di una retrocessione (mai) annunciata: Verona 2001/2002, come hai fatto?

Massimo Oddo, Alberto Gilardino, Adrian Mutu, Mauro German Camoranesi, Marco Cassetti, Paolo Cannavaro. E ancora, Marco Zanchi, Fabrizio Ferron, Mario Frick, Adailton e Andrea Cossu. In panchina, Alberto Malesani. Non è un raduno nostalgico di vecchie glorie della Serie A, ma una parte della rosa a disposizione dell’Hellas Verona 2001/2002, protagonista di una delle più sensazionali imprese “al contrario” che il calcio moderno ricordi. Una retrocessione in Serie B, maturata dopo aver occupato il quarto posto e aver accarezzato il sogno Champions League fino a novembre inoltrato.

Roma, Hellas caput mundi

Tutto parte dal 26 agosto 2001: la stagione che condurrà ai mondiali di Giappone e Corea del Sud è al via, e forse è un segno del destino, che contrappone beffardamente la rosa di Alberto Malesani e quella azzurra guidata nove mesi dopo da Giovanni Trapattoni. Entrambe sogneranno, per poi cadere in picchiata. L’Hellas va sul campo della Roma campione d’Italia: Samuel porta avanti di testa i giallorossi, un cross da destra di Massimo Oddo, 25enne che si stava imponendo in una scalata che l’avrebbe portato ai piani alti del campionato, si trasforma in un tiro beffardo e vale l’1-1. La squadra si guadagna i primi titoli sui giornali: in difesa c’è un giovane Paolo Cannavaro a supportare i più esperti Gonnella e Zanchi, a centrocampo Leonardo Colucci e Vincenzo Italiano sono una diga, Camoranesi è il collegamento raffinato tra mediana e attacco, dove sostano un Adrian Mutu in ascesa, un giovane ma gi efficace Alberto Gilardino e un attaccante che arriva dal Lichtenstein. Di nome fa Mario, di cognome Frick ed esulta con un “La vie c’est fantastique…quando segna Mario Frick” che è tutto un programma.  In campionato arrivano le vittorie di Venezia, il pareggio contro il Perugia e il ko di Bergamo contro l’Atalanta. Punteggi tutto sommato in linea con le attese societarie. Che conosce vette inattese a ottobre: colpaccio a Firenze e pareggio contro la Juventus dopo un doppio vantaggio. Fino alla scena madre: il derby contro il Chievo Verona.

Corri, Alberto, corri

18 novembre 2001, undicesima giornata di campionato.Dopo anni tra serie C e serie B, il Chievo arriva a giocarsi il derby di Verona, a sua volta quinto centro a ospitare una stracittadina in serie A: che quella notte vale il quarto posto che varrebbe i preliminari di Coppa dei Campioni, dietro soltanto ad Inter, Juventus e Roma. Partono meglio gli uomini di Delneri: 37 minuti ed è 2-0 – segnano Eriberto, che poi risulterà Luciano all’anagrafe, e Corini – ma nel finale di primo tempo il rigore di Oddo sigla il 2-1. Nella ripresa il Bentegodi di sponda Hellas si rianima: Lanna firma un autogol-beffa, poi Camoranesi con una conclusione sporca trova il 3-2. Sorpasso, vittoria e folle corsa di Alberto Malesani sotto la curva: pugni che si agitano, allenatore inginocchiato e città quasi incredula. Che inizia a sognare nel solco di Bagnoli e del Verona 1984/85.  Il girone di andata terminerà con le due squadre in zona Uefa, e nel referto dell’Hellas va di diritto anche il 3-1 inflitto alla Lazio di Zaccheroni il 16 dicembre. Addirittura, Mutu e compagni recriminano per una sconfitta in extremis a San Siro contro il Milan (2-1, a segno Contra al 95′) ma sarà una vittoria ad agire da vero campanello d’allarme. 6 gennaio 2002, 1-0 di misura al Piacenza in casa con zuccata di Zanchi. Il Verona festeggia ma soffre. E qualcuno inizia a temere un serbatoio scarico.

Ritorno…a terra

Altro che mussi, gli asini che volano come da soprannome del Chievo. A guardare in alto, con 24 punti dopo 17 giornate, c’era anche l’Hellas di Malesani.  Il girone di andata terminerà con le due squadre in zona Uefa, e nel referto dell’Hellas va di diritto anche il 3-1 inflitto alla Lazio di Zaccheroni il 16 dicembre. Addirittura, Mutu e compagni recriminano per una sconfitta in extremis a San Siro contro il Milan (2-1, a segno Contra al 95′),Che iniziò però ad accusare il colpo con un 2-3 interno contro la Roma, deciso da una zampata di Batistuta. in rimonta. “Poco male, dai” pensano in casa Hellas. Con la Roma, in fondo perdono in tanti. I successi interni su Venezia e Atalanta danno solidità al gruppo, ma fuori casa Gilardino e compagni si smarriscono: pareggiano a Lecce, perdono a Perugia, a Bologna e a Torino contro la Juventus. La vittoria sul Parma siglata da Mutu nel finale è una boccata d’ossigeno, ma la controprova della crisi arriva nel più classico dei contrappassi: derby contro il Chievo e sconfitta in rimonta. Squillo di Mutu, doppia risposta di Federico Cossato e mussi volanti che festeggiano. Nella settimana successiva è ko interno contro il Torino, ma il Male non teme la retrocessione, come confida alla Domenica Sportiva:

Sarei un folle se non fossi preoccupato, ma la classifica in fondo è buona.

No, non avrà ragione. Nonostante Lecce, Fiorentina e Venezia già con un piede e mezzo in B, nelle parti basse della classifica si gioca un campionato parallelo. Un posto da evitare tra Hellas, Piacenza, Parma, Brescia e Udinese. Nel mini-torneo il Verona parte anche bene, battendo i friulani alla quart’ultima giornata. Salvezza fatta? Tutt’altro. il 21 aprile 2002 il Verona perde 5-4 a Roma contro la Lazio. Nella domenica successiva è il Milan a riscattare la Fatal Verona: Kaladze pareggia il vantaggio del solito Mutu (saranno 12 a fine stagione), poi Pirlo getta l’Hellas verso il baratro. Udinese e Parma intanto superano Lazio e Fiorentina in traasferta. L’ultimo atto è al Garilli di Piacenza: il Verona si presenta alla sfida impreparato psicologicamente, gli emiliani hanno fame. E mordono tre volte. A Brescia, intanto, Roberto Baggio salva le rondinelle. La fuoriserie del girone di andata ha lasciato il passo a un’utilitaria di terza mano. Il 5 maggio 2002 è ricordato da allora come il giorno in cui Verona fu fatale, ma per se stessa. Tutto finito? Chissà, perché ai giorni nostri l’Hellas è in B e la allena Fabio Grosso. La sua panchina però scricchiola e nel prossimo turno si gioca a Brescia. In caso di risultato negativo, sarebbe già pronto il sostituto. Chi? Ovviamente, Alberto Malesani.

LEGGI ANCHE

Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

I più letti