CHE FINE HANNO FATTO – Victor Obinna, velocista incompreso

Victor Obinna – Chi ama il pallone ha quasi sempre un debole per i giocatori che non solo sanno giostrare la sfera in maniera ottimale a livello tecnico ma che, nel corso del tempo, riescono a evidenziare una fenomenale attrazione per gli scatti e la velocità In tal senso, Victor Obinna è stato un po’ un sogno di mezza estate per molti tifosi, che avevano visto in lui (o credevano di averlo fatto) uno degli eredi dei più grandi contropiedisti del calcio. Partito dal basso e arrivato fino in Serie A, Obinna non ha però saputo mantenere le promesse, come d’altronde quasi tutti i protagonisti di questa rubrica.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 22: Victor Obinna

La storia italiana di Obinna è quasi immediata: notato dall’Inter, viene acquistato in collaborazione con il Chievo, squadra nella quale viene parcheggiato per 3 stagioni di fila. Obinna ha tutto per essere una scommessa vincente: calciatore molto veloce, può giocare dietro la prima punta o come ala in un tridente. E, in effetti, nelle tre stagioni clivensi si lascia ben guardare dagli addetti ai lavori. Il classe 1987 infatti colleziona rispettivamente 6, 5 e 8 reti (ancora oggi record assoluto per lui) nei tre campionati con il Chievo, nonostante di mezzo ci fosse stata una breve squalifica da parte della FIFA per via di una doppia firma di contratto (prima di firmare per i veronesi e l’Inter, infatti, aveva già trovato un accordo con i brasiliani dell’Internacional di Porto Alegre). Ovviamente, la principale beneficiaria della verve del giocatore – che nel frattempo ha anche conquistato una finale Olimpica con la Nigeria, oltre ad essere un convocato stabile della Nazionale maggiore – è l’Inter, che inizialmente decide di mandarlo in prestito all’Everton, salvo poi non trovare un accordo all’ultimo secondo con gli inglesi.  Gioco-forza, dunque, Obinna prova a ritagliarsi una chance nella stagione 2008-2009. La scelta del giocatore, però, si rivelerà nefasta per entrambe le parti, dato che proprio dalla Milano nerazzurra inizierà l’inevitabile tracollo dell’africano.

Il campionato di Obinna sarà quasi ectoplasmico: 9 presenze e l’unica rete segnata con la maglia dell’Inter (nello 0-4 in casa della Roma) gli consentiranno di portarsi in bacheca uno Scudetto, dopo che precedentemente aveva vinto anche la Supercoppa Italiana. L’Inter però capisce subito che, anche a causa di una concorrenza impossibile da superare, Obinna non può restare in rosa. E come ormai da copione per chi viene citato qui, anche per il nigeriano inizia mini sequela di prestiti in giro per l’Europa: prima si accasa al Malaga e poi al West Ham ma in entrambe le stagioni, pur giocando abbastanza, non riesce a guadagnarsi la conferma. Una seconda svolta nella carriera arriva nel 2011, quando la Lokomotiv Mosca lo acquista a titolo definitivo dopo lo svincolo con l’Inter. Con i russi giocherà fino al 2015. Nel mezzo, un nostalgico (?) ritorno in Italia, proprio al Chievo, con il quale segnerà una doppietta decisiva – ironia della sorte – proprio all’Inter. Dopo due anni in Germania con Duisburg e Darmstadt, Obinna veste quella che (forse) è stata l’ultima maglia della carriera al Cape Town City. Recentemente l’abbiamo visto fare, tra le altre cose, il commentatore nello studio della nota trasmissione QSVS, per parlare ovviamente dell’Inter. Un vecchio amore non dimenticato ma evidentemente non corrisposto, al di là di quel gol romano che ha fatto sognare un figlio della Nigeria.

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