Home » Suso #25. Da quell’aeroporto al trono, la sua incredibile storia rossonera
News

Suso #25. Da quell’aeroporto al trono, la sua incredibile storia rossonera

Oggi sembra impossibile, ma nel gelo di un gennaio milanese del 2015 Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre si trovò praticamente solo all’aeroporto di Malpensa. Niente reporter, niente microfoni, flash dei fotografi o telecamere. Davvero insolito per l’arrivo di un nuovo acquisto del Milan.

Ma il perché, tornando indietro, non è neppure così difficile da capire. Nel 2012, ad appena 19 anni, Suso disputa 14 partite di campionato in prima squadra con il Liverpool ed è considerato tra i giovani talenti europei più promettenti. L’anno successivo va in prestito all’Almeria, dove gioca da centrocampista, per trovare spazio, e gioca con continuità (33 partite) e buon rendimento (3 gol e 9 assist).

La crescita però si ferma qui, e improvvisamente. Tornato al Liverpool non gioca mai. Complice un infortunio all’inguine, finisce prima nella squadra B dei Reds, e poi ai margini anche di questa. Qui, a sorpresa, s’inserisce il Milan. Il ds Maiorino lo segue, Galliani dà l’ok e nella sessione invernale della stagione 2014/15 Suso, appunto, sbarca a Milano a parametro zero.

I primi mesi non sono facili, ma con Inzaghi (che però gli preferisce Honda) già trova la posizione di ala destra “rientrante” del 4-3-3 che segnerà le sue fortune. L’arrivo di Mihajlovic finisce invece per affossarlo  di nuovo. Con il tecnico serbo lo spagnolo gioca appena 55 minuti complessivi. Qui arriva la seconda svolta. Per non perderlo, e rischiare venga etichettato come una meteora rossonera, il Milan lo presta al Genoa, ancora una volta a gennaio.

Gasperini lo rigenera, e 6 gol e 2 assist in 6 mesi dopo, può cominciare la sua vita da Top rossonero. Nel primo anno di Montella si conferma letale ala destra. Non è velocissimo, ma dribbla e il suo mancino a rientrare, da azione o su calcio piazzato, diventa una cifra distintiva. Arrivano gol pesanti, come quelli nel derby, e decisivi. La Nazionale spagnola gli spalanca le porte e oggi la sua valutazione supera i 40 milioni.

Pensare che dopo l’exploit di Genova erano arrivate offerte da Celta Vigo e West Ham, interessate per cifre vicine ai 10 milioni. Una bella plusvalenza per il Milan, che però non si fece ingolosire. E fece bene.

Tanti auguri a Suso, uno a cui di certo non piace mollare.