Le imprevedibili coppie gol della serie A

La bellezza del calcio, lo sappiamo bene, sta anche nella sua imprevedibilità e può accadere che, a volte, i pronostici non vengano rispettati. Così come può succedere che, in alcuni casi, per certe squadre e determinati giocatori si crei un’alchimia particolare, tale da farli rendere al di sopra di ogni ragionevole previsione ottimistica. Questa volta ci occupiamo di tre imprevedibili coppie gol di provincia, capaci di vivere una stagione di gloria in serie A proprio quando in pochi sarebbero stati disposti a scommettere su di loro.

Amoruso-Bianchi (Reggina 2006-2007)

Con 35 gol realizzati contribuirono in modo tanto decisivo quanto insperato alla clamorosa salvezza della Reggina, che partiva da una pesante penalizzazione di 11 punti in classifica. Un’autentica impresa sportiva quella dei granata, guidati in modo magistrale da Walter Mazzarri e trascinati dal miglior reparto offensivo del campionato. Per entrambi gli attaccanti, non a caso, fu la migliore stagione della carriera a livello realizzativo. Pensate che Rolando Bianchi, al termine di quel torneo straordinario, venne ingaggiato dal Manchester City per 13 milioni di euro. Due curiosità su Nicola Amoruso: è tuttora il più prolifico tra gli attaccanti italiani che non hanno mai indossato la maglia della nazionale, e ha segnato in serie A con 12 squadre diverse. Un record solo eguagliato, qualche anno più tardi, da Marco Borriello.

Andersson-Protti (Bari 1995-1996)

E pensare che lo zar Igor Protti, nell’estate del 1995, si presentò nel ritiro dei galletti senza contratto. Ma con il presidente Vincenzo Matarrese bastò una stretta di mano e, per fortuna, prevalse la voglia di rimanere a Bari. Fu il campionato della vita per Igor: 24 reti e titolo di capocannoniere ex aequo con Beppe Signori, un sogno. Ai biancorossi non bastò per rimanere in serie A, ma la coppia con Kennet Andersson fece sognare fino all’ultimo i tifosi baresi. Lo spilungone svedese, protagonista di un eccellente mondiale con la maglia della sua nazionale, si integrò alla perfezione con Igor, segnando 12 gol e sfornando assist a ripetizione. Nostalgia allo stato puro.

Bojinov-Vucinic (Lecce 2004-2005)

Cosa aspettarsi da un misterioso attaccante montenegrino di 21 anni e da un talentuoso ma acerbo diciottenne bulgaro? Qualsiasi cosa, se in panchina siede un maestro del calcio offensivo come Zdenek Zeman. Contrariamente a qualsiasi previsione e al comprensibile scetticismo generale, quel Lecce riuscì a salvarsi nonostante la difesa peggiore del campionato (73 goal subiti!). Ma anche con 66 reti realizzate, una in meno della Juventus che vinse lo scudetto. I principali artefici dell’undicesimo posto stagionale dei salentini furono, naturalmente, gli attaccanti. Se consideriamo che Bojinov fu ceduto alla Fiorentina nel mercato di gennaio, i 30 gol realizzati dalla coppia rappresentano un autentico record.

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