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CHE FINE HANNO FATTO – Carlo Zotti, mestiere riserva

Carlo Zotti è uno dei tanti portieri che con la maglia della Roma non sono riusciti a mostrare il proprio potenziale, per limiti personali e di squadra

Carlo Zotti – Fare il portiere nella sponda giallorossa di Roma, si sa, non è un compito molto facile (e noi lo sappiamo bene, avendo già trattato l’argomento). In tutta la sua storia recente, infatti, escluso qualche grande interprete (Szczesny, Alisson, Antonioli e Konsel su tutti) la Roma non è mai riuscita a trovare un estremo difensore che garantisse qualità e prestazioni alla squadra. Inutile dire che anche il protagonista dell’episodio di oggi, ovvero Carlo Zotti, non può che rientrare nella macrocategoria di portieri che non hanno lasciato un grandissimo ricordo all’Olimpico (e non solo). Dotato di buone caratteristiche fisiche ma forse arrivato a giocare troppo presto in prima squadra, Zotti è finito per smarrirsi velocemente, non riuscendo mai a costruirsi davvero una carriera normale anche lontano dalla Capitale, nonostante nel suo palmares possa vantare addirittura 4 trofei.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 24: Carlo Zotti

Originario di Benevento, Zotti viene preso dalla Roma per le giovanili nel 1999. Già l’anno successivo viene prestato al Palermo, con il quale giocherà soltanto una manciata di minuti nella gara di Coppa Italia di Serie C1 contro il Catania, peraltro senza subire reti. Nel 2001 (dopo il ritorno e la vittoria del campionato con il Palermo) arriva invece il primo gettone ufficiale con la maglia della Roma: Zotti infatti esordisce durante un Roma-Torino terminato 3-1 per i giallorossi. In realtà quella partita, per lungo tempo, sarà anche l’ultima giocata dal portiere, che vede davanti a sé una folta concorrenza formata da svariati portieri passati per il club in quegli anni (oltre al già citato Antonioli, ricordiamo anche Pelizzoli, Lupatelli e Doni). Dopo anni passati a vivacchiare, il 2004 sembra essere quello della svolta per Carlo Zotti. L’estremo difensore campano, infatti, complice un infortunio abbastanza serio di Pelizzoli, si ritrova a giocare ben 12 partite, di cui 10 in Serie A e 2 addirittura in Champions League. Per Zotti – che nel frattempo ha conquistato anche la Nazionale Under 21, seppur come riserva – è la grande occasione per prendersi la Roma da ragazzo prodigio. Purtroppo le sue prestazioni (così come quelle della squadra) saranno tutt’altro che esaltanti e Zotti finirà per farsi scavalcare nelle gerarchie dall’ancor più giovane collega Gianluca Curci. Nonostante il trampolino di lancio fallito con il club giallorosso, Zotti si consola in estate con il primo posto dell’Under 21 agli Europei di Germania 2004, laurenandosi dunque Campione d’Europa di categoria (senza però mai giocare).

Nella stagione successiva la Roma decide di mandarlo in prestito. L’Ascoli lo acquista e sia il giocatore che il club proprietario del cartellino sperano in tante presenze, ma Zotti rimane una stagione intera in panchina poiché il più esperto portiere Ferdinando Coppola gioca l’interezza del campionato. Così il ragazzo di ritrova di nuovo alla Roma addirittura da quarto portiere, finendo dietro a Doni, Curci e Julio Sergio nelle gerarchie. Nel gennaio del 2007, vista la chiusura, Zotti e la Roma tentano un altro prestito: stavolta il portiere va alla Sampdoria ma anche qui resterà chiuso dal titolare Castellazzi. Per il giocatore arriva dunque l’ennesimo ritorno a Roma da quarto portiere, mentre nella stagione 2008-2009 Zotti scende di categoria per giocare con il Cittadella, in Serie B. Inizialmente le cose sembrano andare bene, perché il portiere trova la titolarità e 12 presenze in campionato. Alcuni infortuni però frenano il giocatore, che poi perderà il posto in favore del secondo Pierobon, non lesinando critiche all’allora tecnico del Cittadella Foscarini per quella che (a suo dire) fu una mancanza di chiarezza sulla situazione. Così, nel gennaio del 2009 Zotti si accaserà al Bellinzona, club svizzero che lo acquisterà definitivamente nella stagione successiva. Zotti lascia dunque la Roma con una manciata di presenze ma anche con 2 trofei (Coppa Italia e Supercoppa Italiana) vinti da riserva.

Nonostante l’addio definitivo ai giallorossi, la carriera di Zotti non decollerà. Dopo un paio di stagioni al Bellinzona si unisce al Losone Sportiva, con cui però gioca solo una disastrosa partita nella quale subisce 4 gol. In seguito vestirà le maglie del Wil (seconda divisione svizzera) e del Locarno. Attualmente, a 36 anni, è svincolato e difficilmente, immaginiamo, potrà tornare su alti livelli (se mai deciderà di giocare ancora). Le notti romane sono lontane ma Carlo Zotti in fondo lo sapeva: fare il portiere della Roma è un mestiere difficile, lo ha provato sulla sua pelle.