CHE FINE HANNO FATTO – Riccardo Perpetuini, dai tacchetti alle carie

Quasi ogni bambino, nel culmine della sua infanzia (e magari anche in adolescenza) risponderà una sola cosa quando gli verrà chiesto quale mestiere vorrebbe intraprendere da grande: “il mio sogno è fare il calciatore”. Molto spesso, però, questo sogno viene interrotto ben prima di poter cominciare ad essere reale. Altre volte si prova ad arrivare ma non ci si riesce. Altre ancora la vetta è così vicina che alla fine il fallimento diviene persino più brutale. In qualche caso, però, il calcio non può nemmeno rappresentare l’unica fonte di sostentamento o ambizione: non è raro, infatti, notare come molti ragazzi abbandonino il pallone per tentare altre carriere, magari anche più stabili. Questo è stato il caso di Riccardo Perpetuini, ex centrocampista prodigio della Primavera della Lazio che ha finito per trovarsi più a suo agio davanti a pazienti e protesie dentarie con con una sfera di cuoio tra i piedi.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 25: Riccardo Perpetuini

Centrocampista dinamico ma in grado anche di dettare tempi di inserimento (e inserirsi a sua volta), Riccardo Perpetuini fa vedere di che pasta è fatto nelle giovanili della Lazio, tanto da guadagnarsi ad appena 18 anni il primo gettone di presenza con la maglia della squadra capitolina in Serie A. Incredibilmente, lo stesso ragazzo aveva conquistato addirittura un titolo con i biancocelesti senza nemmeno giocare: Perpetuini, infatti, faceva già parte della rosa della prima squadra quando la Lazio prevalse sulla Sampdoria ai rigori nella finale di Coppa Italia della stagione 2008-2009. Proprio qualche giorno dopo, il centrocampista esordirà nella gara persa in casa del Palermo per 2-0. Nella stagione successiva Perpetuini non solo guadagna altri gettoni di presenza in campionato (con tanto di esordio in Europa League) ma anche il secondo trofeo della sua carriera, ovvero la Supercoppa Italiana vinta contro l’Inter di Mourinho. Alla Lazio però lo spazio è chiuso, nonostante il club non fosse poi riuscito a vivere una stagione esaltante. Perpetuini viene quindi mandato in prestito per la prima volta – ma non l’unica – nella sua carriera.

Il centrocampista viene infatti acquistato dal Crotone, con il quale giocherà 9 partite prima di ritornare all’ovile. Nella stagione 2010-2011, però, con la Lazio giocherà soltanto una partita di Coppa Italia. Gli spazi, già prima intasati, sembrano essersi chiusi quasi definitivamente. Perpetuini decide dunque di ripartire dalle categorie inferiori, andando a giocare il Lega Pro con il Foggia. In Puglia il ragazzo troverà una certa continuità di prestazioni, per poi ripresentarsi a Roma con rinnovato vigore. La Lazio però sembra non avere piani a breve termine per lui e lo manda in prestito alla Salernitana. Quello con i campani è forse il miglior momento vissuto da Perpetuini nella carriera: il centrocampista giocherà spessissimo, trovando anche i primi gol da professionista (in totale accumulerà 60 presenze e 6 gol con la compagine di Salerno). Ancora una volta, però, il ragazzo deve fare le valigie: finisce in prestito biennale a L’Aquila, con la possibilità di un riscatto obbligatorio nella seconda stagione. In Abruzzo però il mediano resterà soltanto per un’annata, complice pure un infortunio che lo bloccherà per mesi.

Perpetuini non è più giovanissimo ma nemmeno vecchio a livello calcistico. Spera di sbocciare – dopo aver rescisso il contratto con la Lazio – con la maglia della Cremonese, che però dopo pochi mesi lo lascia andare verso Mantova. Sarà proprio quella lombarda l’ultima squadra di Riccardo Perpetuini, che ad appena 26 anni decide di ritirarsi dal mondo del pallone, senza però farsi trovare impreparato. L’ormai ex calciatore, infatti, decide di affrontare studi e carriera da odontotecnico, mestiere che tutt’ora esercita. Un futuro lontano dal calcio è possibile e non deve far paura: forse è proprio questo l’insegnamento che bisogna apprendere da uno come Riccardo Perpetuini, che ha creduto nel sogno per poi lasciarsi andare alla realtà.

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