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(Ri)benvenuto al Sud: 27 anni dopo, David Platt is back

Dal campo a Bari alla scrivania a Palermo, l'inglese torna dove tutto aveva avuto inizio.

Ancora non sa con certezza cosa farà, ma sa dove sarà il suo futuro: in Italia. E ancora al Sud. Lì dove, 27 anni fa, tutto aveva avuto inizio. Almeno nel Belpaese. David Platt riparte dal Palermo. C’è l’ex centrocampista inglese tra i volti e le menti della Global Future Sports&Entertainment, la società inglese che rilevato il club rosanero da Maurizio Zamparini. “Io sono come voi, ci sono alcuni di passaggi burocratici da concludere. Io sono un rappresentante, do una mano, dei consigli” ha esordito Platt alla prima uscita in pubblico in Sicilia. Il tutto in un italiano quasi perfetto, pur senza qualificare il dg Rino Foschi che sedeva accanto a lui (“Abbiamo parlato con questo signore” glielo concediamo, sarà stata l’emozione). Ma sempre con eleganza, quella che ha sempre caratterizzato il Platt calciatore, sin dai primi passi nelle giovanili del Manchester United.

Contratto “open”? No, indeed yes

Pronunci il nome di David Platt e nel calcio italiano risulteranno note nuove solo per la Generazione Z, quella che circoscrive i nati tra il 1995 e il 2012. In fondo, anche chi scrive ha assistito solo (che ne abbia memoria) agli ultimi vagiti del Platt calciatore in Italia, quando conquistò la Coppa Italia con la Sampdoria nel 1994, prima di tornare quattro anni dopo nella Genova blucerchiata, ma da allenatore e in coppia con Giorgio Veneri. Appena due mesi, prima di decidere di tornare al calcio giocato e sommando al triennio con l’Arsenal anche un biennio con il Nottingham Forest (1999-2001). Ma siamo già oltre. Se ci dovessero chiedere di raccontare chi è stato il David Platt calciatore a un esponente della Generazione Z, non si potrebbe non partire da Bari. Estate 1991. Una città galvanizzata un anno prima dalla presenza tra i campi ospitanti della Coppa del Mondo vuole il colpo grosso. La famiglia Matarrese, proprietaria del club, e il direttore sportivo Janich hanno individuato l’identikit perfetto: è questo calciatore classe 1966, scartato dal Manchester United e passato dal Crewe Alexandra prima di vestire la maglia dell’Aston Villa e consacrarsi come uno dei giocatori più prolifici d’Inghilterra degli anni ottanta. Platt, da buon londinese della City, chiedeva un contratto “open”, che gli permettesse a fine stagione di scegliersi un’ altra squadra italiana per la quale giocare. Richiesta accettata: il Bari mette sul tavolo 7 miliardi di lire per il club, 700 milioni per il calciatore e rischio di voltafaccia all’inglese bypassato.

La Coppa del Mondo e l’arrivederci al San Nicola

Al momento della firma di Platt con il biancorosso del Bari nella pancia del San Nicola, viene spontanea una considerazione. “Do you remember, David?“. Il pensiero non può che correre alla Coppa del Mondo di Italia ’90. Platt in campo con l’Inghilterra e decisivo con un gol magnifico contro il Belgio agli ottavi, a segno contro il Camerun ai quarti e freddo nella batteria dei contro la Germania, anche se a passare sono i tedeschi. L’Inghilterra sfidava così la Nazionale di Vicini per la medaglia di bronzo. Si va a Bari:  Platt segna ancora ma non basta, i britannici chiudono quarti, ma quell’elegante calciatore della periferia di Manchester, cresciuto in una famiglia ricca dell’alta borghesia, è ancora ignaro di aver appena giocato in quell’astronave che diventerà dodici mesi dopo il suo stadio, il San Nicola. Numero 10 atipico, che ama dettare il passaggio vincente, ma allo stesso tempo vede la porta, Platt inizia la sua avventura italiana segnando contro l’Ascoli su rigore, nel secondo turno di Coppa Italia. Quattro giorni dopo parte il campionato e va di nuovo in gol, questa volta contro il Torino. Sempre su rigore. L’avventura barese sarà differente dalle attese: il ko di Joao Paulo priverà la squadra della sua stella e nemmeno l’arrivo di un altro talento in erba come Zvonimir Boban invertirà la rotta. Platt metterà a segno anche una doppietta alla Roma e 11 reti complessive, ma a fine stagione il Bari scenderà in B.

Apprendistato a Genova, ora tappa a Palermo

Eccezion fatta per la parentesi di Torino, sponda bianconera, dove ha vissuto la stagione 1992/93 con 18 presenze e 3 centri, per le sue tappe italiane Platt ha sempre scelto posti con vista mare. E’ successo a Bari, poi a Genova con la maglia della Sampdoria e adesso a Palermo. Una risposta automatica alla vaghezza dell’industriale Manchester? Chissà. Intanto, di lavoro in Sicilia ne avrà. Trova una squadra in vetta alla classifica e una piazza ansiosa di risposte, dopo anni di alti e bassi. A Palermo hanno visto campioni del calibro di Cavani, Dybala, Pastore e Toni e campioni del mondo come Zaccardo, Barzagli e Grosso,  ma un inglese così atipico – soprannominato “McDonald’s” per la sua passione smisurata per il cibo dei fast-food, di notevole cultura e amante del biliardo e dei cavalli – non l’hanno ancora vissuto. Good luck, David, con una preghiera ai naviganti. Non chiedetegli (non ancora) di calciomercato.  Vi risponderà, così disarmante e candido come era in campo: “Dobbiamo ancora parlare del mercato di gennaio. La squadra non ha fatto male e poi noi dall’Inghilterra non abbiamo nemmeno visto le partite”.