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Che fine hanno fatto

CHE FINE HANNO FATTO – Giammario Piscitella e un meccanismo perverso

Giammario Piscitella è andato in prestito un po' ovunque, senza però mai riuscire a incidere sul serio (almeno per adesso)

Soprattutto nell’ambito del calcio italiano, da sempre un po’ tormentato nel lavoro con i giovani, molti ragazzi diventano vera e propria merce di scambio, se non addirittura dei “pacchi” trasportati a destra e a manca. Purtroppo – come tanti suoi colleghi in giro per il Bel Paese – anche Giammario Piscitella, ex giocatore della Roma, non ha potuto sottrarsi a quello che pare sempre più un meccanismo perverso, fatto di prestiti su prestiti senza riscatti e certezze. A dispetto di molti, Piscitella può ancora trovare un senso diverso alla sua carriera. Come altri, invece, anche lui potrebbe finire per pagare un percorso calcistico mai valorizzato del tutto.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 28: Giammario Piscitella

Campano nativo di Nocera Inferiore, Giammario Piscitella si fa notare come ala sinistra scattante e qualitativa nelle giovanili della Roma (dopo un altrettanto lungo e interessante percorso da ragazzino con l’Empoli). Con la Primavera giallorossa vive momenti trionfali, in particolare nella stagione 2010-2011, in cui vince campionato, Coppa Italia e Supercoppa di categoria. Piscitella è sempre protagonista nella squadra di Alberto De Rossi e proprio per questo, nella sua unica stagione alla guida dei capitolini, Luis Enrique si accorge delle sue potenzialità. Il futuro tecnico di Barcellona e Spagna darà infatti la possibilità a Piscitella di realizzare le prime partite da professionista con il club: il ragazzo dapprima esordisce nella gara pareggiata 1-1 contro il Catania e poi serve addirittura un assist vincente a Bojan nella seconda partita ufficiale giocata, quella vinta dalla Roma con un secco 4-0 sull’Inter. In molti nell’ambiente romanista pensano quasi a un giovane predestinato, un esterno offensivo moderno che può giocare anche adattato più in basso. La Roma decide di mandarlo in prestito a farsi le ossa ma ecco che, puntuale, si innesca il meccanismo da cui è difficile uscire.

Piscitella – che nel frattempo è arrivato a scalare le Nazionali giovanili fino all’Under 21 – viene acquistato (in verità, in comproprietà) dal Genoa, nell’ambito dell’affare che porta anche all’acquisto di Destro da parte dei giallorossi. Piscitella però giocherà soltanto 6 partite di campionato con i liguri nella prima parte di stagione 2012-2013, tanto è vero che sarà ceduto al Modena per la seconda parte di annata. Tornato dall’esperienza in B, viene mandato al Pescara ma, anche in questo caso, la sua esperienza dura 6 mesi (e 5 presenze). Piscitella scende dunque di nuovo in Serie B, andando a giocare per il Cittadella, senza però brillare particolarmente. Nel 2014-2015 trova finalmente continuità con la Pistoiese, squadra neopromossa in Lega Pro: per un anno e mezzo arrivano tante presenze e anche i primi gol da professionista (7). Il tutto, però, intervallato da una squalifica per doping a causa di un vasocostrittore, che lo costringerà a restare fermo per qualche mese.

Piscitella prova a ritrovare la strada maestra con altri prestiti, ma le esperienze con Bassano Virtus e Catania non paiono risollevare le sue sorti. Dal 2017 fino alla scorsa estate riesce a farsi notare con la maglia del Prato e dopo ben 4 anni di Lega Pro, attualmente milita nel Carpi in Serie B, dove però non sta trovando spazio. Il tempo per riemergere c’è tutto. Il tempo perso, invece, nessuno potrà ridarlo indietro a Giammario Piscitella, ennesima “vittima” di un futuro incerto.