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Mou, addio United: le reazioni social

L'esonero dello Special One vissuto in rete. Dal post rimosso di Pogba a chi ne invoca un ritorno all'Inter.

C’è chi lo ha punzecchiato su Instagram, salvo pentirsene pochi minuti dopo. Chi ha approfittato della separazione con i Red Devils per chiedere al suo nuovo amministratore delegato di riportarlo a Milano, chi ancora invece ha colto l’occasione al volo per fare un pochino di sano marketing. Di certo, l’addio tra il Manchester United e José Mourinho non è stato un evento sottovalutato dal panorama economico e calcistico mondiale. A testimoniare il fallimento del progetto tecnico targato Mou ci sono i numeri fatti registrare dal Manchester United in queste due ultime stagioni: i Red Devils hanno accumulato rispettivamente 24 e 19 punti di distacco da Chelsea e Manchester City, le ultime due vincitrici della Premier League, e nella stagione in corso sono sesti a 11 punti dalla zona Champions e a -19 dal Liverpool capolista.

Pogba, ghigno social: rimosso troppo tardi

Lo Special One chiude la sua esperienza nel nord dell’Inghilterra con una media di 1,62 punti a partita, numeri inferiori alle premesse con le quali era arrivato, e con una sola vera conquista: la vittoria dell’Europa League 2016/2017. Dati figli di un’empatia mai scoccata con lo spogliatoio, nonché di un trend sottolineato in passato da Fabio Capello: Mou tende a spremere i suoi calciatori nell’arco di un biennio. Peccato che a Manchester la “spremitura mentale” sia maturata con 12 mesi di anticipo. Per conferme, chiedere a Paul Pogba. Il centrocampista francese si è reso protagonista del commento più controverso alla separazione tra il portoghese e i Red Devils. Non ci ha pensato due volte, postando su Instagram una sua foto sogghignante, con tanto di “Caption this?” (ovvero, “metteteci voi le parole”) a completare il chiaro riferimento. Rimasto in rete pochi minuti, prima che Pogba provvedesse alla cancellazione, ma la frittata ormai era fatta. Post di portata virale e pietra tombale sul rapporto tra il numero 6 e il suo ex manager, di fatto già più volte incrinato nel corso dell’avventura condivisa tra Old Trafford e Carrington.

Evra e McClair: “Non deve andare via solo lui”

Secondo quanto riportato dal Mirror, anche il difensore Luke Shaw — altro calciatore che con Mou non ha legato – sarebbe arrivato al centro d’allenamento con un sorriso largo e sincero, una volta appresa la notizia dell’esonero. Che non sono certo esenti da colpe. Un dato sottolineato da due ex Red Devils come Patrice Evra e Brian McClair su Twitter. Della serie: “Non è l’unico che deve andare via”.   

“Mou, torna in Italia”

Non lo nascondiate, più di qualche tifoso dell’Inter ci ha pensato. E il web è lì, a ricordarcelo. Quel Triplete conquistato nel 2010 è una fetta di emozioni custodita con gelosia nella Milano nerazzurra. Così, una volta a conoscenza dell’esonero di Mou, diversi sono stati i tweet registrati all’indirizzo di Beppe Marotta, nuovo amministratore delegato dell’Inter. Con un messaggio univoco: “Riportate Mourinho a Milano”. Indicazione inequivocabile, condita da quel pizzico d’ironia che non fa mai male. Soprattutto nel pensare alla reazione di Luciano Spalletti, attuale detentore della panchina.

Il successore? Ventura…

A Manchester, invece, si era presto scatenato il toto-successore. Da Laurent Blanc a Zinedine Zidane passando per Antonio Conte, tanti sono stati i profili di prestigio associati a uno dei club più ricchi del mondo, voglioso di rilanciarsi in vetta al calcio intercontinentale. Fino all’ufficializzazione del nome di Ole Gunnar Solskjaer, 45enne norvegese con un passato da attaccante nel club. Intanto, a un Mourinho senza panchina e in cerca di nuove avventure professionali, scena sintetizzata da un meme ispirato all’esultanza di Torino verso i tifosi della Juventus, qualcuno aveva contrapposto un suggerimento ardito: panchina dei Red Devils a Gian Piero Ventura, reduce in un anno dal fallimento con l’Italia e dal controverso addio con il Chievo Verona.

Ironia, ironia canaglia

L’esonero di Mourinho è un evento di tale portata da generare le attenzioni di mondi distanti dal calcio. E’ il caso di Pizza Hut, nota multinazionale che ha twittato una scherzosa richiesta di lavoro per la posizione di pizzaiolo giunta da José Mourinho, o dell’Aeroporto di Manchester, che ha preso spunto dalla notizia del licenziamento dell’uomo di Setubal per twittare una richiesta di informazioni sui voli in partenza per il Portogallo. Insomma, anche negli addii, Mou è sempre Special. Anche se, agli occhi dei suoi ex calciatori, più che One, Alone.