CHE FINE HANNO FATTO - Mounir El Hamdaoui, mago con pochi trucchi
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CHE FINE HANNO FATTO – Mounir El Hamdaoui, un mago con pochi trucchi

Un altro stregone noto del calcio - seppur per pochi anni - è stato il marocchino Mounir El Hamdaoui, che soprattutto in Olanda aveva fatto parlare di sé

Avete mai visto un mago in Serie A? Certo, che domande: tantissimi sono stati infatti i calciatori che hanno portato con fierezza questo soprannome, non solo nel campionato italiano ma anche in quelli esteri. Tra loro, un altro stregone noto del calcio – seppur per pochi anni – è stato il marocchino Mounir El Hamdaoui, che soprattutto in Olanda aveva fatto parlare di sé grazie alle sue doti non solo da bomber ma anche da costruttore di gioco (non è un caso, infatti, che fosse stato soprannominato il “Mago di Kralingen”, piccola provincia tedesca, ai tempi delle sue avventure olandesi). Un mago che però si spense contestualmente al suo arrivo in Italia, con il Bel Paese che non rimase particolarmente colpito dal suo apporto con la maglia della Fiorentina.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 31: Mounir El Hamdaoui

Nato nei Paesi Bassi nel 1984, nel 2009 El Hamdaoui sceglie però di difendere i colori del Marocco, forse anche per le maggiori chance di convocazione in Nazionale. La sua carriera inizia nell’Excelsior, squadra con cui in 4 stagioni mette a segno 32 gol, mostrandosi una seconda punta capace sia di servire assist che di vedere la porta con discreta precisione. La prima grande occasione arriva – forse troppo presto – nel 2005: El Hamdaoui finisce in prestito al Tottenham, con cui però gioca soltanto gare amichevoli e mai ufficiali. Dopo un altro prestito al Derby County (3 gol siglati in appena 9 presenze, a causa di vari infortuni) il marocchino torna in Olanda per militare nel Willem II: nella stagione 2006-2007 arrivano 3 gol in 6 presenze complessive. La media reti è molto buona ma il ragazzo sembra essere sottostimato. Con il passaggio all’AZ Alkmaar però le cose si mettono finalmente sul binario giusto: in 81 presenze spalmate tra 2007 e 2010 arrivano 49 gol. El Hamdaoui è diventato il nuovo nome del calcio olandese, tanto è vero che l’Ajax gli offre un contratto e la maglia numero 9: accetterà entrambe. In due anni con i lancieri gioca 26 partite di campionato siglando 26 gol (raggiungendo e superando i 100 gol in carriera). Purtroppo per lui, i dissidi con l’allenatore Frank De Boer gli costeranno la titolarità e la permanenza nel club. Nel 2012, invece, per El Hamdaoui arriva un’altra grande occasione in un calcio diverso da quello Oranje: la Fiorentina, infatti, sta costruendo una squadra giovane e talentuosa, per rilanciarsi in alto. E riesce a mettere le mani anche su di lui.

Cercato dai viola anche a gennaio della stagione precedente e voluto fortemente dalla dirigenza, El Hamdaoui si ritrova agli ordini di Montella ma non parte titolare, dato che davanti a lui il tecnico di Pomigliano D’Arco vede altri giocatori (Gomez, Jovetic, Ljajic e Rossi). Così, il marocchino gioca 19 partite e firma anche 3 gol contro vittime eccellenti (Milan, Torino e Roma) senza però quasi mai partire da titolare. Inevitabile, dunque, che con una concorrenza così folta si arrivasse a una cessione. Mounir El Hamdaoui si ritrova a giocare in un’altra squadra dal progetto ambizioso, ovvero il Malaga: in Liga segnerà altri 3 gol, giocando però soltanto 13 partite. Da questo momento in poi la carriera di El Hamdaoui diventa una sorta di rewind. Innanzitutto, nel 2014-2015 torna alla Fiorentina, dove in un anno gioca solo 3 partite di campionato (venne reintregrato dopo un’emergenza in attacco) ma riesce anche a timbrare il cartellno contro il Cesena. In seguito torna all’AZ Alkmaar, dove gioca leggermente di più (7 gare) segnando comunque un’altra rete. Dopo esperienze suggestive come quelle al Umm-Salal e all’Al-Taawoun, ritorna in Olanda: prima al Twente (5 presenze) e poi nel club in cui tutto era partito, l’Excelsior. Un vero peccato, perché Mounir El Hamdaoui magari non aveva i trucchi giusti per essere un top ma ha mantenuto comunque una media gol invidiabile per tutto l’arco della sua carriera.