Ruggiero Rizzitelli, il tifoso in campo

Ruggiero Rizzitelli può essere definito, senza dubbio, un giocatore simbolo di quel calcio romantico e genuino che non esiste più. Esemplare sia in campo che fuori, si è fatto apprezzare ovunque per dedizione e attaccamento alla maglia, oltre che per le innegabili qualità tecniche e realizzative.

Un giovanissimo Rizzitelli a Cesena, tra Mancini e Vialli

GLI ESORDI A CESENA
Nato a Margherita di Savoia ma cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Cesena, appena maggiorenne è già titolare nel campionato cadetto e contribuisce alla promozione dei romagnoli in serie A. Le prime reti nella massima serie arrivano nella stagione 1987-1988 e Rizzitelli, già protagonista con l’Under 21, entra nel giro della Nazionale maggiore. Un magic moment per l’attaccante pugliese che diventa, per ovvie ragioni, pezzo pregiato del calciomercato estivo.

GIALLOROSSO NEL CUORE
Proprio quando sembra tutto fatto per il suo trasferimento alla Juventus, si inserisce a sorpresa la Roma del presidente Dino Viola che trova l’accordo con Edmeo Lugaresi, storico patron del Cesena, per una cifra di 5,7 miliardi di lire più i cartellini di Agostini e Domini. L’impatto con la capitale non è semplice: i giallorossi sono in un periodo di transizione, il ciclo del barone Liedholm sembra ormai finito e gli abbandoni di Pruzzo e Boniek hanno creato un vuoto difficilmente colmabile in attacco. Renato Portaluppi si rivela un flop clamoroso e Rizzitelli, inizialmente, viene relegato in panchina o impiegato da esterno alto, con risultati non entusiasmanti. Ma la curva sud ne apprezza subito l’entusiasmo e la determinazione, ne invoca l’utilizzo e gli dedica un coro: da questo momento in poi, per tutti diventa Rizzi-gol. È amore ricambiato tra i sostenitori romanisti e l’attaccante, che rappresenta il classico tifoso in campo pronto a dare l’anima per la propria squadra.

LA CONSACRAZIONE
L’arrivo di Gigi Radice, e la squalifica per doping di Andrea Carnevale, cambiano decisamente le carte in tavola. Ruggiero diventa titolare inamovibile al fianco di Rudi Voeller, facendosi sempre apprezzare per lo straordinario impegno e i gol mai banali e spesso decisivi. Con quella Roma, forse non spettacolare ma incredibilmente efficace, vince la Coppa Italia del 1991 battendo la Sampdoria più forte di sempre. Nello stesso anno sfiora anche la Coppa Uefa, persa in finale contro l’Inter. Ma la semifinale vinta 2-1 all’Olimpico contro il Brondby di Peter Schmeichel, anche grazie a una sua rete, rimane uno dei ricordi più dolci nella carriera di Rizzitelli. Durante Brescia-Roma del 28 marzo 1993, a una manciata di minuti dalla fine, viene sostituito da un ragazzino che fa il suo esordio in serie A. Si chiama Francesco Totti.

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La semifinale della Coppa Uefa 90-91

EROE DEL DERBY DI TORINO
Dopo sei indimenticabili stagioni vissute a Roma, complice un rapporto non idilliaco con Carletto Mazzone, nel 1994 si trasferisce al Torino dove vive il suo momento migliore dal punto di vista realizzativo, segnando 30 reti in due stagioni. Indimenticabili i suoi 4 gol (2 all’andata e 2 al ritorno) nei derby del campionato 1994-1995, che permisero ai granata di aggiudicarsi entrambe le sfide. Molte gioie, ma anche una grande amarezza: al termine della stagione successiva, infatti, il Torino retrocede in serie B.

L’AVVENTURA AL BAYERN MONACO
Alla soglia dei 30 anni, Rizzitelli decide di seguire Giovanni Trapattoni al Bayern Monaco per tentare un’insolita avventura in Bundesliga. È tra i primi calciatori italiani a trasferirsi all’estero, in un’epoca in cui la serie A è di gran lunga il campionato più difficile e affascinante del mondo. Anche in Germania, Rizzi-gol si lascia apprezzare e riesce a conquistare uno scudetto e una coppa nazionale in due stagioni disputate con la maglia bavarese, al fianco di grandi campioni come Matthaus e Klinsmann.

Rizzitelli esulta dopo un gol, festeggiato da Jurgen Klinsmann

RIMPIANTO NAZIONALE
Forse l’unico cruccio nella carriera di Ruggiero Rizzitelli è quello di non aver lasciato il segno con la maglia azzurra. Dopo alcune amichevoli disputate e la prestigiosa convocazione per il campionato europeo del 1988, vissuto però da spettatore, la grande occasione arriva il 12 ottobre 1991. A Mosca si gioca un drammatico URSS-Italia, e l’Italia deve assolutamente vincere per partecipare agli Europei del 1992. La palla della qualificazione capita proprio sui piedi di Rizzi-gol: il tiro è potente e imparabile per l’estremo difensore sovietico, ma la palla si infrange sul palo. Finisce 0-0, gli azzurri vengono clamorosamente eliminati e per Azeglio Vicini, il ct delle notti magiche, arriva l’esonero. Un mese più tardi comincia l’era di Arrigo Sacchi: Italia-Norvegia finisce 1-1, e il gol azzurro viene realizzato proprio da Rizzitelli. Ma si tratta, incredibilmente, della sua ultima partita con la Nazionale.

LE ULTIME STAGIONI
Dopo l’avventura in Bundesliga, Rizzitelli si trasferisce al Piacenza in serie A. Ma le cose non vanno come l’attaccante avrebbe sperato: complice l’esplosione di Simone Inzaghi e una condizione fisica non più brillante, realizza solo 3 gol in 2 stagioni. Il campionato 2000-2001 è l’ultimo della sua carriera da calciatore: chiude in serie C con la maglia del Cesena, la squadra che lo aveva lanciato nel grande calcio.

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