La solitudine dei numeri primi dagli 11 metri. Tutti i portieri rigoristi della storia.

Forse non diventerà cittadino onorario di Craiova, come lo era diventato per la città di Frosinone nel 2015 dopo aver conquistato la promozione in serie A. Ma, questa volta, Mirko Pigliacelli, portiere italiano classe 1993, cresciuto nella Roma (con un Primavera in bacheca) e passato anche per Sassuolo (con una B vinta nel 2013), Reggina, Pescara e Pro Vercelli, ha trovato il modo di entrare definitivamente nel cuore dei suoi tifosi.

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Craiova val bene un rigore

Craiova è la sesta città più grande di Romania. La locale squadra di calcio, l’Universitatea Craiova, è tornata da pochi anni in prima divisione. Dopo un passato glorioso da 4 campionati e 6 coppe nazionali e pure una semifinale di Coppa Uefa. Da un anno e mezzo, con l’italiano Devis Mangia in panchina e con tanti calciatori passati per l’Italia, lotta per le posizioni di vertice. Ma ha (aveva) un problema: non segna (segnava) un rigore praticamente mai. Cinque errori di fila e un altro da battere nel big match contro la Steaua Bucarest. Ecco la carta a sorpresa di Mangia: Pigliacelli dagli undici metri. Rincorsa, piccolo rallentamento da bomber scafato, tiro di piattone sotto la traversa, gol.

Il rigore è una storia di Sentimenti

Nel calcio italiano vedere un portiere segnare (o addirittura) tirare un rigore è davvero una rarità. Il primo fu Lucidio Sentimenti, detto Cochi, portiere che ha attraversato tre decenni con Modena, Juventus e Lazio. Passerà alla storia come Sentimenti IV (quarto di cinque fratelli calciatori appunto) e per aver segnato 5 rigori in carriera. Il primo di questi è un romanzo: lui portiere del Modena calcia dagli undici metri contro il Napoli. In porta c’è Arnaldo Sentimenti, Sentimenti II per brevità, che aveva una serie di 9 rigori parati consecutivamente. IV contro II: la spunta Lucidio che segna il suo primo gol in carriera e stoppa il record di Arnaldo.

In Italia, c’è stato anche Antonio Rigamonti: siamo negli anni Settanta, precisamente nel Como di Pippo Marchioro, il filosofo della zona mista. I lariani, in B, hanno difficoltà a segnare su rigore. Marchioro designa Rigamonti che va e segna. Ne fa altri due e il Como torna in A. Ne fa altri tre (uno per a San Siro contro Albertosi) e passa al Milan di Liedholm per vincere uno scudetto

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Undici metri di Europa

In Europa il caso più eclatante è quello di Hans Jorg Butt, tedesco, recordman per rigori segnati in un campionato del Vecchio Continente: 29 gol in carriera “difendendo” le porte di Amburgo, Bayer Leverkusen e Bayern Monaco. Tre di questi in Champions League (tutti contro la Juventus, due contro Buffon).
Butt, che è stato sia un rigorista ma anche un pararigori neutralizzando 20 tiri dal dischetto su 62 in carriera, non è l’unico portiere ad aver trasformato un rigore nelle Coppe Europee.

Lo hanno preceduto o lo hanno imitato il nigeriano Vincent Enyeama (15 reti dagli 11 metri in carriera, 1 in Europa League e 1 in Champions League) e il belga Gilbert Bodart (1 rigore in Coppa Uefa con lo Standard Liegi, 4 in carriera). Ma anche il bulgaro Dimitar Ivankov. Proprio quest’ultimo è primatista nelle Coppe Europee: 4 gol dal dischetto tra il 1999 e il 2002 sempre con la maglia del Levski Sofia (2 in Champions, 2 in Coppa Uefa). In totale Ivankov tocca quota 42 gol segnati (in patria e con le maglie turche di Kayserispor e Bursaspor), tutti su rigore.

Capitolo a parte lo meritano i portieri jugoslavi. Su tutti Dragan Pantelic negli anni Settanta, serbo, forte tra i pali, fortissimo nelle uscite, 25 reti dal dischetto, a segno anche con la maglia della nazionale. Ma anche Zarko Lucic negli anni Novanta, montenegrino, 21 firme tutte su rigore, e Ante Vulic negli anni Cinquanta, croato, 15 gol pur essendo sostanzialmente una riserva.

Il Brasile è la Patria dei numeri 1

La nazione più rappresentata tra i portieri rigoristi è il Brasile ed è anche quella che esprime il primatista assoluto. Ovvero Rogerio Ceni che in 25 anni di carriera con la maglia del Sao Paulo ha segnato 69 volte dal dischetto (record per un portiere), 8 volte anche in Copa Libertadores (anche questo naturalmente un record per le competizioni continentali). Ceni, tra i pochi giocatori al mondo ad aver disputato più di 1000 partite, è sicuramente nella storia del suo ruolo e, chissà, forse può avere anche il rimpianto di non aver mai segnato con la maglia del Brasile in 16 presenze.

Marcio (portiere della Goiania, oltre 30 rigori a referto, quasi tutti con l’Atletico Goianiense) è ancora in attività. Tiago Campagnaro (quasi 20 rigori a segno, alcuni con la maglia del Vasco da Gama) e Fabio Dos Santos (naturalizzato vietnamita, carriera non meglio definita, 15 rigori segnati per le statistiche internazionali, 22 per Wikipedia e quelle asiatiche) si sono ritirati.

L’hat trick di Chilavert nella storia

“Ho fatto esattamente come Palermo, solo che lui invece di segnarli li ha sbagliati”. Così Josè Luis Chilavert, portiere paraguaiano, commenta quanto successo il 28 novembre del 1999, una data che è entrata e rimarrà per sempre nella storia del calcio mondiale. Il numero 1 sudamericano, ad oggi secondo estremo difensore più prolifico di sempre con 62 reti, segna ben tre rigori tutti in una partita, Velez – Ferro Caril 6-1. Può così ironizzare su su quanto accaduto solo 4 mesi prima durante la partita di Coppa America tra Argentina e Colombia, con Martin Palermo (all’epoca giocatore dei rivali del Boca Juniors) capace di sbagliare tre rigori in una sola partita.

Campos, Higuita e i fratelli sudamericani

Jorge Campos (messicano, famoso per il 9 sulla maglia e per i completi assolutamente bizzarri, più gol su azione che su rigore) e Renè Higuita (colombiano, famoso per lo Scorpione, genio e sregolatezza, lunghi ricci e baffoni). Johnny Vegas Fernandez (peruviano, una carriera in patria, dicono fortissimo ma con solo 1 presenza in Nazionale) e Misael Alfaro (salvadoregno, 20 gol su rigore in carriera). Fernando Patterson (costaricense naturalizzato guatemalteco, in campo fino a 43 anni) e Sebastian Saja (argentino, 4 presenze nel Brescia di Baggio e De Biasi, un vero specialista con oltre 20 realizzazioni). Sono solo alcuni dei nomi della lunga tradizione centro-sudamericana. Metà follia e metà tecnica, uomini che non sanno resistere al desiderio di segnare, ma che (spesso) hanno fatto la storia del proprio Paese anche tra i pali.

Una sola volta, ma è un trionfo

Portieri che hanno segnato su rigore ce ne sono. Anche di famosi: il francese Bernard Lama, il danese Peter Schmeichel (tra i migliori al mondo di sempre), l’attuale portiere albanese dell’Atalanta Etrit Berisha, l’eterno saudita Mohamed Al-Deayea e Bruce Grobbelaar (che probabilmente i tifosi della Roma ricordano più per i noti balletti della finale di Coppa Campioni del 1984).

Così come ci sono tante storie, curiose ed emozionanti. Quella più bella, forse, ci porta in Africa e la firma il numero 12 della Costa d’Avorio, Boubacar Barry Copa. Titolare per un numero infinito di anni, lascia spazio nella Coppa d’Africa 2015 a Gbohouo. Che si infortuna proprio in semifinale. In porta per la finale contro il Ghana ci va Copa. Dopo 120 minuti e 20 rigori è ancora pareggio. Gli ultimi due li tirano il portiere del Ghana Raz (e Barry Copa para) e il portiere degli ivoriani. Che segna e porta la Coppa agli Elefanti dopo 23 anni di inutili tentativi. Diventa eroe in Patria, “Dio non fa mai nulla per caso” sentenzia.
Storie di portieri che attraversano 100 metri di campo per affrontare 11 metri di gloria. E far gol.

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