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Bomber Story

Kean il 2° marcatore più giovane italiano. Il primo? Bruno Nicolè…

“Ehi questa è la maxi storia di come la mia vita è cambiata, capovolta, sottosopra sia finita…”. Immaginiamo un Kean in versione principe di Bel Air dopo il gol in Nazionale che sta facendo parlare di sé in tutto il mondo. L’attaccante è il primo millenial ad andare in gol con la maglia azzurra, il secondo nella storia. In questo articolo non vogliamo elogiare Kean, di cui sono già stati scritti fiumi di parole, ma più che altro vogliamo approfondire il personaggio di Bruno Nicolè che nel Novembre del 1958 a soli 18 anni e 258 giorni andò in rete diventando il più giovane marcatore della storia della nostra Nazionale.

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BRUNO NICOLÈ L’UOMO DEI RECORD

Ai più questo nome non dirà niente, ma Bruno Nicolè è stato un buon giocatore. Anche lui vestiva la maglia della Juventus quando esordì in nazionale. Tutto nacque dopo una partita della stagione ’56-’57, Padova Juventus finita 2 a 1 grazie alle reti di Nicolè e Bonistalli. Umberto Agnelli si innamorò di questo ragazzetto e decise di acquistarlo. Il primo anno in bianconero non fu positivo, chiuso in attacco da sua maestà Omar Sivori. La seconda stagione spostato nel ruolo di ala le cose andarono meglio tanto da guadagnarsi la chiamata in Nazionale. Il suo debutto con doppietta contro la Francia lo rese il marcatore più giovane della storia degli azzurri (record ancora detenuto), ma soprattutto gli diede un’improvvisa popolarità. Gianni Brera lo accostò a Silvio Piola, mentre il Quartetto Cetra gli dedicò una canzone. La sua popolarità superò le Alpi, venne infatti inserito nella lista dei candidati per la vittoria del pallone d’oro del 1958 (poi vinto da Raymond Kopa).

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IL DECLINO

Con la Vecchia Signora vinse 3 scudetti, due coppe Italia e una coppa delle Alpi. Fu il suo periodo d’oro, ma nel 1961 in Nazionale subì uno stiramento che ne compromise la carriera. Bruno Nicolè lo racconta così: “Fu a Bologna con l’Irlanda del Nord, che ci aveva eliminato nelle qualificazioni per la Svezia. Esordio di Sivori. Giocai con uno stiramento, come facevo a dire di no? E poi pagai questa leggerezza. Avevo un fisico imponente ma delicato, e per di più se stavo fermo due giorni per infortunio ingrassavo di chili. Un difensore si può dribblare, ma la bilancia no”. I diversi problemi muscolari non gli permisero più di giocare ad alti livelli, tanto che a 27 anni decise di appendere gli scarpini al chiodo. Riuscì però a detenere un altro record, ovvero quello di essere il più giovane capitano della Nazionale indossandola fascia a soli 21 anni. A Kean magari auguriamo una carriera un pochettino più lunga.

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