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Che fine hanno fatto

CHE FINE HANNO FATTO – Johnnier Montaño, il colombiano con la saudade

Il sentimento nostalgico della saudade, tipico della cultura portoghese e spesso utilizzato anche per il calcio, ha spesso riguardato i brasiliani e proprio i lusitani, magari non troppo convinti delle loro azioni e volenterosi di tornare al punto di partenza. Anche un colombiano come Johnnier Montaño può però vantare un periodo molto inteso di grande amarezza, coinciso probabilmente con il momento calcistico che avrebbe potuto dargli più gioie. Non è un caso, forse, che la sua carriera non sia mai decollata, né in Italia – dove si è svolta agli inizi – né altrove.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 37: Johnnier Montaño

Classe 1983 dotato di grande fantasia e più che discreta tecnica, Johnnier Montaño fu notato dal Parma giovanissimo, dopo che ad appena 15 anni siglò 3 gol in 7 partite con il Quilmes. Il ragazzo sembra un vero e proprio predestinato, come dimostrato anche nella Copa America 1999 in cui segnò anche un gol all’Argentina (nella famosissima gara in cui Martin Palermo sbagliò 3 rigori) e il club ducale decide di anticipare tutti, prendendo lui (e Solano) per poterli crescere. Johnnier Montaño viene aggregato sin da subito alla prima squadra, per poter ammirare da vicino i campioni del Parma e poter dunque imparare qualcosa da loro. Il club ducale lo utilizzerà con il contagocce per un paio di stagioni: il colombiano infatti giocherà soltanto 5 partite in campionato e segnerà soltanto una rete, in Coppa UEFA contro il PSV. Johnnier Montaño fa però parlare di sé soprattutto per le continue fuge da Parma: il ragazzo, infatti, decide di andar via spesso per tornare in Colombia dalla famiglia, a volte persino senza che la società lo sapesse.

La stagione 2001-2002 si presenta, dopo due anni molto scialbi, come quella della riscossa per il giovane talento sudamericano. Il Parma infatti vuole testare le sue enormi qualità e lo manda in prestito al Verona, club nel quale ritrova anche il suo ex allenatore Alberto Malesani. Inizialmente Johnnier Montaño gioca quasi sempre ma, con il passare del tempo, finisce per perdere il posto da titolare. A fine stagione arriveranno dunque soltanto 10 presenze in Serie A e una retrocessione finale dei veronesi. Nonostante la prima prova fosse stata fallita, il Parma decide di concedergli una prova d’appello con un altro prestito in massima serie, stavolta al Piacenza. Anche in questo caso, l’impatto iniziale di Johnnier Montaño è molto positivo: il colombiano, che affiancava Dario Hubner in attacco, segna infatti la sua prima rete in Serie A contro il Brescia. Nel corso delle partite però dimostra di fare piuttosto fatica e sembra essere spento soprattutto mentalmente. Il colombiano rovina di nuovo tutto in inverno: altra fuga verso la famiglia, una sparizione durata fino a febbraio, con i tifosi piacentini che arrivarono addirittura ad aggredirlo durante un allenamento, esasperati e increduli di fronte alle bizze del ragazzo. Il Piacenza decise così di restituire il giocatore al Parma per il resto della stagione. Ormai però la frittata era fatta e, inconsapevolmente o meno, Johnnier Montaño si era giocato la carriera.

Il resto della sua storia calcistica è piuttosto dimenticabile e si divide tra vari campionati e squadre minori (tra le più conosciute Alianza Lima e Konyaspor). Davvero pochissimo per uno che nel 2001 era stato inserito nella classifica dei migliori calciatori di Don Balòn. Johnnier Montaño ha smarrito i pezzi della sua carriera per assecondare la sua saudade. Magari sarà comunque felice per quanto fatto ma non è difficile credere che, con un’altra testa, saremmo stati a parlare di lui come di uno dei migliori al mondo.