Angelo Di Livio, un soldatino per allenare i postini d’Italia

Un soldatino per allenare la nazionale di calcio dei postini. E chi, altrimenti? Angelo Di Livio, lottatore sui campi di calcio e mulino della fascia con le maglie di Juventus, Fiorentina e Nazionale italiana, avvia una nuova esperienza in panchina, distante dal calcio professionistico ma sicuramente dal sapore inedito: sarà infatti lui il “commissario tecnico” della Nazionale di Poste Italiane, che debutterà il 31 marzo a Fano contro la Nazionale Cantanti.

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Pendolino della corsia sul campo, un passato anche da osservatore per la Nazionale azzurra durante l’era di Marcello Lippi, ora Di Livio vivrà un’esperienza da selezionatore. Certo, non avrà gli occhi di una nazione puntati addosso e le sue scelte non saranno oggetto di analisi al bar sport di lunedì mattina. E chissà che schema adotterà: il 4-3-3 di Lippiana memoria, il 3-4-1-2 sperimentato da Ancelotti nei mesi bianconeri o il 4-4-2 vissuto a Firenze? E soprattutto, come agirà con i calciatori che arrivano in ritardo, un problema che gli utenti del servizio postale italiano a volte lamentano? Chiuderà un occhio o cercherà di cambiare lo status quo? Ironia a parte, di certo per chi ha interpretato se stesso nel film “La mia squadra del cuore” (con regia di Domenico Costanzo e Giuseppe Ferlito), nessuna paura di non rimettersi in gioco.


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Di Livio ha formato un gruppo di 30 calciatori, stilato in base a due soli parametri: che i “convocati” fossero dipendenti di Poste Italiane e al tempo stesso tesserati per squadre dilettantistiche. Due piccole barriere all’entrata, che hanno contribuito a dare vita a una squadra “esperta”, dall’età media di 35 anni, il cui debutto è fissato nel fine settimana in quel di Fano. Il gol più importante, in quell’occasione, non sarà realizzato nei sette metri di porta inclusi tra i pali. L’incasso della sfida sarà interamente devoluto alla Cooperativa Sociale T.M.A., una Onlus che si occupa di terapia multisistemica in acqua per persone autistiche. Il nome dello stadio? Mancini, come Roberto, il Commissario Tecnico della Nazionale di calcio. Quella che Di Livio ha rappresentato ben 40 volte in carriera con i tacchetti ai piedi e il numero 7 sulla schiena. E non diteci che è solo un caso.

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