Trump, che bordate dalla nazionale femminile!

Che non corra buon sangue tra Donald Trump e gli atleti statunitensi, è un fatto già noto. Basti pensare alla celebre polemica con Colin Kaepernick, il giocatore di football americano che nel 2016 decise di rimanere prima seduto, e poi inginocchiato, durante l’inno nazionale statunitense. Una forma di protesta contro le oppressioni subite dalla minoranza nera, ma senza mancare di rispetto alla nazione e a chi la difende. La reazione scomposta e arrogante di Trump provocò, come è facile immaginare, il coinvolgimento nella polemica di moltissimi altri sportivi professionisti.

Le giocatrici della nazionale USA femminile di calcio, protagoniste e favorite dei Mondiali in corso di svolgimento, non hanno certo fatto eccezione. Alex Morgan, per distacco la più influente della squadra e protagonista di una feroce battaglia contro la discriminazione di genere nel calcio, ha annunciato che non avrebbe accettato alcun invito alla Casa Bianca in caso di vittoria. Concetto ribadito, in modo decisamente più colorito, dalla compagna Megan Rapinoe: “I’m not going to the fucking White House“. Lasciamo al lettore la facile traduzione, senza dimenticare un particolare fondamentale: anche la Rapinoe si inginocchia (come Kaepernick) durante l’esecuzione dell’inno nazionale.

Inevitabile la replica di Donald Trump che, dopo averla già stuzzicata per non aver cantato l’inno nella gara valevole per gli ottavi di finale giocata contro la Spagna, ha invitato Megan Rapinoe a non mancare di rispetto agli Stati Uniti. Ribadendo, in ogni caso, l’invito alla Casa Bianca in caso di vittoria del Mondiale, e la sua personale passione per il calcio femminile. Staremo a vedere ma la sensazione, conoscendo i protagonisti della vicenda, è che la polemica proseguirà.

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