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Bomber Story

eSport e Pro Player, chi sono i nuovi Bomber

In questi giorni il video dell’Inter per la campagna #NotForEveryOne ha fatto molto parlare. La scelta comunicativa della squadra milanese è ben chiara ed ha segnato un punto di svolta importante per la promozione del brand.

Tra i protagonisti, uno in particolare ha attirato l’attenzione. In mezzo a sportivi e sport più o meno conosciuti troviamo Alessandro Stermy Avallone, in piena sessione di gaming e con un bell’overlay preso direttamente dal suo canale Twitch.

Ma chi è Stermy? Per i meno addentrati nell’universo del gaming, stiamo parlando di uno dei più importanti e vincenti videogiocatori italiani (e non) di sempre. Un pro player, un professionista dei videogame.

Un mercato in totale ascesa quello dei videogiochi che ha fatto salire alla ribalta tantissime nuove star. Stermy, appunto, impegnato quotidianamente dalla sua postazione di gioco in tornei ed eventi. L’ultimo che lo ha visto protagonista, il TwitchCon di Berlino lo scorso aprile dopo che insieme ai suoi due compagni di team aveva vinto un’importantissimo torneo di Apex Legends, un’edizione del Twitch Rivals, che gli aveva fatto mettere in cassaforte qualcosa come oltre 10.000 euro.

Con lui in squadra, oltre a suo fratello Hal, c’era Giorgio Pow3r Calandrelli. Probabilmente, ad oggi, il videogiocatore italiano più famoso e tra i top player e streamer a livello europeo. Migliaia di spettatori ogni giorno sul suo canale. Migliaia di euro guadagnati dai tornei (tanto per fargli i conti in tasca) e partnership importanti con grossi brand.

Una passione, quella per i videogiochi, che sembra andare di pari passo con quella per lo streatwear. Abbigliamento e look sempre curatissimo. Capi all’ultima moda e firme all’avanguardia con i tempi.

Il videogiocatore è il bomber moderno, che riempie le fiere, i palazzetti durante gli eventi LAN, ed è l’idolo dei ragazzini. Sui social sono più seguiti di moltissimi calciatori, vantano fan in tutto il mondo con community attivissime e pronte a sostenerli in ogni situazione. Se prima tutti sognavamo un futuro da calciatore di Serie A, ad oggi l’ambizione dei ragazzi è quella di entrate in qualche grande org del gaming. Sognano la maglia dei Fnatic in edizione limitata con qualche grosso marchio.

Sbavano dietro la t-shirt degli Exeed che ha firmato un contratto con Adidas (quante squadre in Champions League hanno Adidas?) o per quella dei Mkers, team fondato dal cantante degli Zero Assoluto, che ha recentemente siglato una partnership con Armani Exchange.

Il mondo del gaming ha rivoluzionato il modo di concepire la competizione, di “andare agli allenamenti”. Sacrifici e dedizione mascherate (per ignoranza di chi guarda ma non comprende) da semplice perdita di tempo con un joystick in mano.

Si allenano, molto. Guadagnano, tanto. Vestono bene ed hanno fan ad attenderli in ogni dove. Una volta c’era Bobo Vieri, ora sceglietevi il vostro amorevole player di fiducia. C’è posto per tutti.