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Apache, la vita di Tevez in una serie tv Netflix

L’infanzia di Carlitos Tevez in una serie tv Netflix che si chiama Apache. La trama racconta la difficile storia del fantasista del Boca Juniors, scappato dalla violenza del suo quartiere grazie al calcio. Il suo personaggio verrà interpretato da Balthazar Murillo, dopo il placet di Tevez. L’Apache si è detto entusiasta di questa serie TV: “ È molto carina ed emozionante perché credo che in pochi conoscono la mia vita e quello che ho passato. È qualcosa di molto forte per me e la mia famiglia”.

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LA STORIA DI TEVEZ IN UNA SERIE TV NETFLIX

La prima puntata di Apache è andata in onda qualche giorno fa sulla versione argentina di Netflix. In ogni puntata c’è un piccolo prologo di Tevez che racconta fatti davvero accaduti nella sua infanzia. Ma perché fare una serie tv sull’ex Juve? Perché la sua storia è particolare. Abbandonato dalla madre quando aveva 3 mesi, disconosciuto dal padre biologico, Carlitos aveva rischiato la vita a 10 mesi quando si era buttato addosso una pentola di acqua bollente, da cui gli è rimasta l’ustione sul collo.

Un episodio che aveva spinto gli zii materni Adriana e Segundo ad adottarlo. Tevez cresce in uno dei quartieri più poveri e violenti di Buenos Aires, tale Fuerte Apache (dove sono state girate le scene della serie su volontà del calciatore), in cui o diventi un criminale o vieni ammazzato. Grazie agli insegnamenti dei genitori adottivi, Carlitos riesce a tenere lontane le cattive frequentazioni. Il calcio lo salva, a 5 anni inizia a giocare per gli All Boys, poi a 13 anni passa nelle giovanili del Boca Juniors.

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Non ancora maggiorenne, Oscar Tabarez lo fa esordire in prima squadra e nel 2003 vince praticamente tutto: campionato di apertura, copa Libertadores ma soprattutto la Coppa Intercontinentale contro il Milan stellare di Kakà, Shevchenko e Maldini. Un anno dopo il passaggio al Corinthians. I tifosi brasiliani non vedono di buon occhio né lui, né l’altro acquisto Javier Mascherano, con cui stringe una forte amicizia che dura tuttora. Alla fine si ricrederanno e Tevez diventerà l’idolo della tifoseria, tanto da diventarne il capitano.

Il calcio sudamericano inizia a stargli stretto e nel 2006 si trasferisce al West Ham. Tuttavia, a Londra, complici i diversi problemi fisici e il rapporto difficile col tecnico Pardev che lo schiera ala sinistra, il suo rendimento è al di sotto delle aspettative. L’anno dopo decide quindi di trasferirsi al Manchester United dove sotto l’egida di sir Alex Ferguson il suo talento esplode. Il resto è storia: Manchester City, Juventus e poi di nuovo Boca Juniors, con una piccola parentesi milionaria in Cina. Un’infanzia difficile terminata con la realizzazione di un sogno. La storia ideale per una serie TV.

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