Salah, l’arrivo disastroso a Basilea: “Pensavamo di aver preso un gemello”

Mohamed Salah è uno dei migliori calciatori in Europa, ma l’approccio con il vecchio continente non andò così bene. Al suo arrivo a Basilea tutti pensavano di aver preso il Salah sbagliato, magari un gemello del campione. Mohamed Salah è al momento uno dei giocatori in lizza per il Pallone d’oro. Vincitore dell’ultima Champions League con il suo Liverpool, un secondo posto in Premier League a solo un punto di distanza dal City, una prestazione abbastanza positiva in Coppa d’Arica e la vittoria della Supercoppa. Ma il campione dei Reds ha avuto anche i suoi momenti no, sopratutto quando ha cambiato davvero vita.

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Salah, un arrivo disastroso a Basilea

Nel 2012 l’egiziano sbarca per la prima volta in Europa. Arriva al Basilea dal El-Mokawloon, società calcistica del Cairo, che milita nell’Egyptian Premier League, la massima divisione del campionato nazionale. Al suo arrivo in Svizzera c’era ad attenderlo Heiko Vogel. Il tedesco, come spiegato in un’intervista a Goal, si aspettava grandi meraviglie da Salah e come lui tutta la squadra. Ma i primi giorni sono rimasti totalmente esterrefatti, in negativo, tanto da aver pensato di aver acquistato il Salah sbagliato. 

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“Io e George Heitz, il direttore sportivo, gli abbiamo detto di stare tranquillo e allenarsi come voleva. Il primo giorno si è allenato, tutti quanti hanno guardato la sessione e ci siamo chiesti ‘ma non è che ha un fratello gemello?’ Il secondo giorno è andata meglio, ma non tanto. Cercavamo di incoraggiarlo anche quando faceva cose normalissime. Il terzo giorno è uscito il vero Salah. Non è che prima fosse nervoso, aveva fiducia in se stesso, ma era immerso in un mondo completamento nuovo. Arrivava in Svizzera dal Nordafrica, ed è sempre complicato arrivare in un luogo in cui non capisci niente, neanche la lingua. Ma non avevo mai visto un calciatore così dominante come Salah quel giorno: straordinario, agile ed esplosivo, se aveva la palla sul sinistro, era gol. Momo ha sempre avuto parecchia attenzione anche per i compagni. Dopo quell’allenamento, tutti hanno capito perché lo avevamo acquistato”.

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