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Dalla depressione alle notti brave: Buffon scrive al giovane Gigi

Buffon scrive al giovane Gigi. Il portiere della Juventus, oggi quarantunenne ripercorre la sua carriera, tra gioie e dolori, in modo del tutto originale. Il campione del Mondo 2006 riesce finalmente a confessare i suoi pensieri più profondi e decide di farlo a modo suo. Buffon scrive infatti un’intensa lettera, pubblicata sul sito The Players Tribune, al giovane se stesso. L’estremo difensore ripercorre i momenti più belli e divertenti come le notti brave, ma anche i momenti più tristi e difficili della depressione. Il lungo messaggio parte dall’esordio con il Parma, in Serie A, fino ad arrivare a oggi. Un racconto che percorre più di due decenni, che fa capire che il fervore del Buffon diciassettenne è ancora vivo nel Gigi quarantunenne. 

Buffon scrive al giovane Gigi

“Caro Gianluigi diciassettenne, Ti scrivo questa lettera stasera da uomo di 41 anni che ha vissuto tantissime cose nella vita e che ha fatto alcuni errori. Hai 17 anni. Tra qualche giorno avrai la possibilità di esordire in Serie A con il Parma e non ne capisci abbastanza per avere paura. Dovresti essere a letto, a bere latte caldo. Ma che fai? Vai in un locale a bere una birra con il tuo amico della Primavera. Bevi una sola birra, vero? Ma poi esageri un po’. Vai a casa, dai. Vai a dormire. E ti prego, non fare pipì sulla ruota della macchina della polizia rischierai di compromettere tutto ciò per cui hai lavorato. C’è un fuoco dentro di te che ti porterà a fare tanti errori…

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Se vivi in modo nichilista, pensando solo al calcio, la tua anima inizierà a cambiare. Alla fine sarai così depresso che non avrai più voglia di alzarti dal letto. Succederà al punto più alto della carriera quando avrai tutto ciò che potrebbe volere un uomo dalla vita. Avrai 26 anni. Sarai il portiere della Juventus e la Nazionale. Avrai soldi e rispetto. Una mattina ti alzerai dal letto e le tue gambe inizieranno a tremare fortissimo. Sarai così debole che non riuscirai a guidare la macchina. Avrai solo voglia di dormire. All’allenamento ogni parata sembrerà un’impresa. Per sette mesi non riuscirai a goderti la vita… 

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Ti ricorderanno in continuazione che non sai un cazzo, amico mio. Questo è importante perché il mondo del calcio cercherà di convincerti che sei speciale. Ma devi ricordarti che non sei diverso dal barista o dall’elettricista di cui sei amico da una vita. Questo pensiero ti tirerà fuori dalla depressione. Non il fatto di ricordarti che sei speciale, ma ricordando che sei uguale a tutti gli altri. Non puoi capirlo adesso a 17 anni ma ti prometto che il vero coraggio è mostrare le tue debolezze e non vergognarsene. Queste si accompagnano alle certezze che ognuno deve avere nella vita. Meriti il dono della vita, Gigi. Come tutti. Ricordati questo… 

Sei Buffon. Farai vedere al mondo che esisti”.