Honda firma per il Botafogo. La sua richiesta? Un'auto anti-proiettili
Home » Honda firma per il Botafogo. La sua richiesta? Un’auto anti-proiettili
Bomber della settimana

Honda firma per il Botafogo. La sua richiesta? Un’auto anti-proiettili

Keisuke Honda firma per il Botafogo. L’ex Milan, dopo aver provato l’esperienza nel campionato messicano, poi in quello australiano e infine in quello olandese, ha deciso di trasferirsi in Sudamerica. Nel suo contratto, però, ha inserito un’auto blindata.

LEGGI ANCHE – Regini va al Parma in extremis, ma il suo agente rischiava l’arresto…

LEGGI ANCHE – Georgina Rodriguez a Sanremo: “Voglio farmi conoscere. Con CR7 impossibile lavorare”

LEGGI ANCHE – McAteer avvisa: “Il Liverpool stressa Klopp. Temo per lui”

HONDA FIRMA PER IL BOTAFOGO

Va bene che la sicurezza non è mai troppa, ma in questo caso ci pare un tantino esagerato. Che l’erede di Oliver Hutton fosse un personaggio eccentrico lo si sapeva. Basti pensare che fino a poco tempo fa vestiva il ruolo di calciatore nel Melbourne Victory, di tecnico della nazionale cambogiana (che allenava via skype) e di presidente del club austriaco Sportverein Horn. Uno e trino il buon Keisuke, che prima di trasferirsi in Brasile, si era proposto anche al Milan e al Manchester United. “Chiamatemi se avete bisogno”, come si dice agli amici per la partitella di calcetto del giovedì sera. I due club hanno ignorato questa gentile proposta.

Mentre il Botafogo l’ha accolto con una presentazione nerd: in un video Honda appare come un personaggio di un videogioco dei Pokemon su Gameboy (per i nostalgici). Forse proprio per paura di essere catturato che Keisuke ha chiesto l’auto blindata per scorrazzare tranquillamente in Brasile. Comunque il giapponese non è il primo e non sarà l’ultimo calciatore a fare richieste esagerate o eccentriche. Mbappé , dopo la vittoria del Mondiale in Russia, aveva chiesto al Psg un adeguamento di ingaggio pari a quello di Neymar (parliamo di quasi 30 mln netti a stagione), più jet e maggiordomo. Il club parigino rispose con una pernacchia. Neanche Adebayor l’ebbe vinta quando chiese all’Olympique Marsiglia una villa con vista sul mare, un elicottero, uno chef privato e soprattutto la numero 10 di Payet. Chi vinse il suo braccio di ferro fu Ronaldinho che firmò col Flamengo a patto che potesse passare almeno due notti a settimana in completa libertà. A farne le spese fu soprattutto la sua bilancia.