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Coronavirus, gli stadi chiudono e i campionati si fermano

L’emergenza Coronavirus, dopo aver investito l’Italia, sta diventando un problema sempre più grande in tutta Europa. Anche per il mondo del calcio. Dalla Francia alla Germania, dalla Spagna alla Svizzera, le varie federazioni stanno prendendo provvedimenti più o meno drastici.

Ormai nota a tutti la situazione italiana, con i campionati fermi almeno fino al 3 aprile, anche le altre federazioni europee stanno decidendo quali soluzioni adottare per affrontare un’emergenza mai vissuta da questa generazione.

FRANCIA

E’ di oggi la decisione della Lega calcio francese (Lfp) di far giocare tutte le partite del campionato previste entro il 15 aprile a porte chiuse. La Lfp si conforma così alle misure adottate dal governo per contenere la propagazione del coronavirus.

GERMANIA

Le autorità tedesche hanno annunciato la chiusura dei teatri, delle sale da concerto e degli stadi. Hanno inoltre vietato gli assembramenti oltre le 1.000 persone fino almeno alla fine delle vacanze di Pasqua, il 19 aprile. Giocare la Bundesliga a porta chiuse “non è la cosa peggiore che può accadere nel Paese“, ha dichiarato la cancelliera tedesca Angela Merkel.

SPAGNA

Oggi l’Associazione dei calciatori spagnoli ha inviato diverse lettere al Consiglio sportivo superiore (CSD), alla Federazione spagnola di calcio spagnolo (RFEF) e alla Liga in cui ha chiesto ufficialmente la sospensione di tutte le partite.

SVIZZERA

I dirigenti delle 20 squadre della Swiss Football League, la prima serie elvetica, si sono riuniti a Berna e hanno deciso di prorogare il fermo dei campionati fino al 23 marzo. Già dalla settimana scorsa tuttavia era stato deciso di fermare tutto il movimento calcistico fino al 15 marzo.

Mentre anche in Inghilterra si fa sempre più insistente la possibilità di giocare a porte chiuse, per tutti, addetti ai lavori o meno è al momento impossibile fare alcun tipo di previsione. Il calcio, per ora, va in panchina.