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Il rimorso del Papu Gomez: “Un errore giocare col Valencia”. E Borrelli conferma…

Forte il rimorso del Papu Gomez che alla rivista argentina Olè si è sfogato su quanto sta avvenendo in Italia e in particolar modo a Bergamo. La città è falcidiata dal coronavirus e l’argentino si pente di essere sceso in campo nella partita di Champions League contro il Valencia che ha fatto da booster per la diffusione.

Il rimorso del Papu Gomez

Proprio stamattina, il capo del dipartimento di protezione civile Angelo Borrelli, aveva rimarcato che Atalanta Valencia (giocata il 19 febbraio 2020)Potenzialmente è stato un detonatore, ma lo possiamo dire ora, con il senno di poi “. Parole che fanno eco a quanto dichiarato dal Papu Gomez: Penso che gli enormi numeri che sta avendo la città siano dovuta anche alla partita d’andata con il Valencia, a San Siro c’erano 45mila bergamaschi. Mia moglie ha impiegato tre ore per raggiungere Milano quando di solito servono 40 minuti. Quando siamo andati a Valencia erano tutti rilassati, non c’erano controlli. Adesso è il secondo paese in Europa con il maggior numero di infezioni. Uno dei contagiati nel Valencia ha giocato titolare contro di noi. Fortunatamente al momento nessuno dei nostri è risultato positivo”.

Poi a Sky Sport 24 ha parlato della situazione attuale: “Faccio fatica a pensare al calcio. Cerco di tenermi in forma, di allenarmi un’oretta e mezza-due al giorno ma è difficile mantenere la concentrazione. Il calcio è l’ultima cosa che mi interessa. Non so se si tornerà a giocare, se lo si farà in estate o fra qualche mese ma prima il Paese deve rimettersi a posto. Sarà molto difficile tornare a giocare: come si fa a organizzare le trasferte, ad andare negli alberghi? È una grande domanda che mi faccio. Il mio stato d’animo non è al top, la situazione nel Paese non è la migliore e bisogna cercare di essere positivi anche se ogni giorno arrivano brutte notizie. Non c’è altro da fare che rimanere a casa e aspettare che tutto questo finisca”.