Coronavirus, il calcio si muove: tutte le iniziative dei club (VIDEO)

Il periodo è buio, tremendamente buio. Lo spauracchio Coronavirus ha preso possesso del mondo e della sua quotidianità, della vita e della sua normalità. In un periodo di piena emergenza come quello attuale, l’unica possibilità è far fronte comune e cercare di aiutarsi ed aiutarci. E’ quello che sta provando a fare anche il mondo del calcio, che si è mosso con tantissime iniziative contro l’emergenza Coronavirus.

Il calcio è fermo, così come tutto lo sport, la cultura, lo spettacolo. La vita. Ma di fronte ad una crisi sociale e sanitaria di tale portata, l’universo del pallone non è rimasto con le mani in mano. In un virtuale giro del globo, vediamo come il mondo del calcio sta rispondendo presente all’emergenza Coronavirus.

Germania

La prima società a muoversi in Germania è stato il Borussia Mönchengladbach: i giocatori del club della Renania hanno rinunciato al proprio stipendio per pagare quello dei ‘normali’ dipendenti della società, a rischio licenziamento per i mancati introiti causa stop forzato delle competizioni. I giocatori del Bayern Monaco si sono mossi singolarmente: in primis Goretzka e Kimmich hanno dato il via ad una raccolta fondi denominata #WeKickCorona e sono stati i primi a sottoscriverla con una donazione da un milione di euro. La stessa cifra donata dal bomber della squadra Robert Lewandoski insieme alla compagnia Anna. Il Borussia Dortmund ha creato un app tramite la quale i tifosi possono fare delle donazioni ai commercianti della città, costretti ad abbassare le saracinesche: “Scegliete un negozio e donate una parte di ciò che avreste speso per mangiare o bere allo stadio!” è stata la richiesta, chiamata Borussia Verbindet, il Borussia unisce.

Inghilterra

Oltremanica i club inglesi non si sono certamente tirati indietro. A partire dal Liverpool che per voce del Ceo Peter Moore ha offerto l’aiuto dei propri steward per aiutare i supermercati nel gestire la grande affluenza di questi giorni. Sempre sulle rive del Mersey l’Everton ha deciso di raccogliere cibo e di portarlo nelle case di chi non può permetterselo. I giocatori intanto chiamano i tifosi per sapere come stanno, regalando sorrisi e sorprese in un momento duro per tutti. A Manchester, City e United si sono uniti per raccogliere fondi al grido di #aCityUnited, mentre due bandiere del club come Gary Neville e Ryan Giggs hanno messo a disposizione del personale medico il proprio albergo nelle vicinanze dell’Old Trafford. Stessa iniziativa intrapresa dal patron del Chelsea Roman Abramovich con l’hotel dei Blues.

Stadi come ospedali e non solo

In un periodo in cui non possono ospitare partite, i grandi stadi europei e mondiali possono essere comunque utilissimi. Ecco che lo stadio Do Dragao di Porto si è trasformato in un ospedale da campo, così come il leggendario Maracanà di Rio de Janeiro, in cui sarà possibile sistemare circa 800 posti letto. E poi il Pacambu di San Paolo, la Bombonera, il Nuevo Gasometro del San Lorenzo e un’altra decina di stadi tra Brasile e Argentina. Lo stadio Santiago Bernabeu invece è stato riconvertito a super magazzino dove stoccare tutti gli aiuti sanitari per la martoriata Spagna. E che dire del Croke Park di Dublino, dove vengono effettuati tamponi a circa 400 persone al giorno.

Il calcio è fermo in panchina, ma si muove mostrando il lato migliore di sè. Un lato molto, troppo spesso, dimenticato.

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