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Frenkie De Jong, al Barcellona anche grazie a Nouri

Il centrocampista Frenkie de Jong ha scelto il Barcellona anche grazie all’ex compagno di squadra dell’Ajax, Abdelhak Nouri, per tutti Appie. La stellina dei Lancieri ha riacquistato conoscenza dopo essere stato in coma per quasi tre anni. Il ventiduenne, uno dei giovani più promettenti del club olandese, fu colpito da ictus durante una partita amichevole contro il Werder Brema. Era l’8 luglio del 2017, dopo quasi tre anni Appie ha lasciato l’ospedale. Il ragazzo ha subìto danni cerebrali gravi, ma finalmente ha dato segnali di miglioramento. Non è dato ancora sapere, però, in che percentuale potrà recuperare la piena funzionalità cerebrale. Il fratello di Nouri, Abderrahim, ha recentemente fatto luce sui progressi positivi compiuti dall’ex giocatore dell’Ajax. 

Frenkie De Jong, al Barcellona anche grazie a Nouri

Abderrahim, durante un’intervista nel programma tv De Wereld Draait Door, ha spiegato che il fratello non è più in coma ed è a casa. L’ex giocatore dei Lancieri è consapevole di dove si trova, guarda le partite di calcio con il fratello e comunica come può con la famiglia. Il giovane, ad esempio, conferma con le sopracciglia o con un sorriso. Poco dopo che la notizia dell’uscita dal coma di Nouri si è diffusa, anche Frenkie de Jong ha parlato del suo ex compagno. Il blaugrana ha giocato diversi anni con il ventiduenne di origine marocchina, e la coppia ha stretto una forte amicizia. Tanto che, come racconta anche lui nel programma tv De Wereld Draait Door, è stato proprio Appie a giocare un ruolo fondamentale nel suo passaggio al Barcellona: 

“Nel 2019 ho iniziato ad avere dubbi. Dovevo scegliere tra tanti club diversi e sono andato a trovare Appie in ospedale. La madre di Appie entrò nella stanza del figlio e gli chiese ‘Dove dovrebbe andare Frenkie?’ E ha cominciato ad elencare tutti i grandi club che erano interessati a me. Non appena ha detto ‘Dovrebbe andare a Barcellona?’ Appie ha alzato il sopracciglio. È stato un bel momento per me e la famiglia”.