Home » Liverpool, medici cantano “You’ll never walk alone”: Klopp si commuove (VIDEO)
News

Liverpool, medici cantano “You’ll never walk alone”: Klopp si commuove (VIDEO)

Il tecnico del Liverpool, Jurgen Klopp, si commuove guardando un video in cui alcuni medici, in ospedale, cantano l’inno dei Reds “You’ll never walk alone”. L’Inghilterra è in piena sindrome da coronavirus, più di 17 mila i contagi e più di mille i morti. Liverpool, in particolare, sta toccando picchi sempre più alti ogni giorno e sotto la lente di ingrandimento finisce il match di Champions League tra i Reds e l’Atletico Madrid. La trasferta dei tifosi colchoneros ad Anfield è considerata infatti la causa scatenante di tutto questo. Pochi giorni dopo la sconfitta del Liverpool, a causa della crescente diffusione del coronavirus, il calcio inglese si è fermato, così come quello europeo.

Medici cantano “You’ll never walk alone”, Klopp si commuove

Anche il Liverpool, in attesa di capire se riuscirà ad ottenere il titolo, ha sospeso gli allenamenti. Ma come stanno vivendo i Reds l’isolamento? A raccontarlo è il tecnico Jurgen Klopp in un’intervista al sito ufficiale del club. Il tedesco ha voluto elogiare gli operatori sanitari per il loro lavoro e ha confessato di essersi commosso vedendo un particolare filmato: Ho ricevuto un video di medici in un ospedale, erano fuori dalla terapia intensiva, che cantavano ‘You’ll never walk alone’, ho cominciato subito a piangere. Ritengo grandioso tutto ciò che stanno facendo, straordinario. Queste persone non solo lavorano ma hanno un grande spirito. Non potrei ammirarli di più di così. Sono abituate ad aiutare gli altri e per farlo si mettono in pericolo aiutando chi sta male. È il loro lavoro, lo fanno giorno dopo giorno.

Ci sarà un momento nel futuro in cui guarderemo indietro e speriamo di poter pensare a questo momento storico come il passato. Tra 10, 20, 30, 40 anni ci guarderemo indietro e penseremo che questo è stato il periodo in cui il mondo ha mostrato le più grandi forme di solidarietà, amore e amicizia. Sono passate due settimane da quando abbiamo giocato contro l’Atletico Madrid, ma sembra che siano passati anni. Ricordo che sapevamo tutti della situazione del coronavirus in tutto il mondo, ma eravamo ancora ‘nel nostro tunnel’. L’unico modo per tornare a parlare di calcio il prima possibile, se questo è ciò che la gente vuole, è essere disciplinati. Più lo saremo e prima, pezzo dopo pezzo, riavremo la nostra vita indietro. Dal punto di vista personale mi sto comportando in maniera rispettosa delle leggi”.