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Coronavirus, Ramirez shock: “I club di serie A nascondono i positivi…”

La questione coronavirus ha monopolizzato l’opinione pubblica mettendo ovviamente in secondo piano tutto il resto. Anche il mondo del calcio è stato travolto dal virus e molti giocatori sono risultati positivi, fortunatamente con lievi sintomi. La squadra di serie A maggiormente colpita è stata sicuramente la Sampdoria, ma secondo Gaston Ramirez i positivi sarebbero molti di più.

Gaston Ramirez parla di altri casi di coronavirus in serie A

È dura. Sono dure queste giornate e sono stilettate le notizie, sentire di tutti quei morti…”. Inizia così l’intervista di Gaston Ramirez al Secolo XIX. Il centrocampista della Sampdoria si è detto provato per quanto sta accadendo: “Provo un senso di profonda tristezza per loro, per i loro cari. Io e la mia famiglia stiamo bene grazie al cielo, consapevoli che dobbiamo dare il nostro contributo, stando a casa. Restare calmi e lucidi quando dominano il caos, le ansie e le preoccupazioni, ci metti un attimo a uscire di testa. Bisogna resistere. Non riesco a togliermi dalla testa la gente che soffre… noi giocatori e la società abbiamo dato una mano al San Martino. Bisogna che chiunque, se può e per quel che può, alimenti la raccolta fondi. Perché non è finita”.

Poi la bomba sulla serie A: ” La Sampdoria non ha tenuto nascosto nulla, tante altre squadre sì e non lo capisco. E’ una mancanza di rispetto verso chi è stato trasparente e verso le persone che sono entrate in contatto con i contagiati. Rivelare di avere il virus non è una macchia sulla fedina penale, è questione di salute, di etica. Se si vuole vincere la guerra bisogna isolare i contagiati. Qualcuno pensa seriamente che in Serie A solo la Sampdoria abbia avuto 5, 6, 7 contagiati?“. Poi sulla ripresa del campionato: “È dura pensare a ripartire dopo tutto questo. Io non gioco una partita da quasi due mesi, dal 16 febbraio contro la Fiorentina, perché poi mi sono trascinato dietro la giornata di squalifica in tutti quei rinvii. Penso che oggi sia più importante pensare alle famiglie che ai problemi del calcio. Se si riprendesse a giocare? È un po’ come prepararsi per l’Olimpiade solo il mese prima. Perdi qualità. Si vedranno secondo me molte partite brutte. Un calcio non all’altezza dei livelli della Serie A”.