Ronaldinho chiede un pallone e ottiene anche un “campetto” per giocare

Ronaldinho è agli arresti domiciliari in Paraguay. Dopo un mese di carcere, ma soprattutto dopo aver pagato la cauzione da 1,6 milioni di dollari, è arrivata la fine della sua prigionia. Ora il brasiliano si trova nella suite presidenziale di un hotel da sogno paraguaiano, con piscina, vasca idromassaggio e tv da 55 pollici. Ma, nonostante tutti i comfort, per Dinho mancava qualcosa, il pallone. Il brasiliano, appena arrivato nella struttura, ha richiesto infatti una palla per potersi divertire un po’. Il direttore dell’albergo, Emilio Yegros, l’ha subito accontento ma ha fatto anche molto di più. Un piccolo regalo per l’ex stella verdeoro. Un salone dell’hotel è stato infatti riservato al brasiliano ed è stato attrezzato per diventare un campetto di 30 metri per 15. Il Pallone d’oro 2005 potrà così allenarsi e svagarsi in attesa del processo. 

Ronaldinho chiede un pallone e ottiene anche un “campetto” per giocare

La polizia paraguaiana ha arrestato Ronaldinho e il fratello Roberto lo scorso mese, perché in possesso di passaporti falsi. I due hanno trascorso un mese dietro le sbarre, in un penitenziario ad Asuncion. Una detenzione piuttosto particolare e quasi all inclusive. Il brasiliano ha potuto infatti partecipare a un torneo di calcetto, ha giocato a calcio tennis, ha festeggiato il suo quarantesimo compleanno con una grigliata e ha fatto foto e video con gli altri detenuti. Dopo aver pagato una cauzione milionaria, però, è riuscito ad ottenere gli arresti domiciliari. L’ex stella del Barcellona è stata quindi trasferita presso il lussuoso hotel a quattro stelle superior Palmaroga ad Asuncion. Il quarantenne ha chiesto subito al personale dell’albergo una pallone, per poter giocare, e loro l’hanno subito accontentato, riservandogli anche un salone per potersi divertire. Un regalo che, come racconta il direttore della struttura, ha subito rallegrato Dinho: 

“Ronaldinho non ha perso il senso dell’umorismo e quando ti parla fa sempre tantissime battute. Sembra un bravo ragazzo. Non perde mai il suo sorriso, neanche suo fratello. Il suo volto è cambiato dal primo giorno, quando è arrivato era teso e stressato. Gli abbiamo dato una sala di circa 30 metri per 15 per le sue partitelle”. 

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