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Celta Vigo e il giallo sulla fuga di Smolov: “Tutto concordato col club”

Poco meno di un mese fa vi avevamo raccontato dell’ennesima fuga di un calciatore dall’isolamento per far ritorno in patria. Il calciatore in questione era l‘attaccante del Celta Vigo Fedor Smolov, tornato in Russia per il compleanno della fidanzata 18enne. Una “figa” che all’apparenza fece imbestialire il club galiziano. Beh sembra che in realtà fosse tutto concordato…

Diventa quasi un giallo la fuga di Fedor Smolov verso la Russia. L’attaccante era “scappato” da Vigo violando la quarantena forzata conseguente all’emergenza Coronavirus, per far ritorno tra le braccia della fidanzata neo 18enne, nipote dell’ex presidente russo Boris Eltsin. Club su tutte le furie, minacce di multa, opinione pubblica spagnola in subbuglio e pioggia di critiche nei confronti del ragazzo. E fin qui tutto, più o meno nella norma. Fino ad oggi, quando proprio dalla madre Russia rimbalza la voce che le cose non sarebbero proprio andate così. Anzi, Smolov e il Celta Vigo sarebbero stati d’accordo sul ritorno del calciatore in patria. L’attaccante non solo aveva l’autorizzazione del club, ma ha avuto anche concreta collaborazione.

Il giallo della fuga di Smolov

Quando il 5 aprile si è sparsa la notizia che Smolov aveva fatto ritorno a Mosca, il Celta ha dichiarato che avrebbe sanzionato il giocatore per aver viaggiato senza autorizzazione, dato che il club avrebbe prima dovuto chiedere il permesso alla Liga. Ma è stato il giornalista russo Nobel Arustamyan a parlare del caso negando la versione del Celta Vigo in un’intervista rilasciata a Sport Express: “Smolov non è fuggito. Il club sapeva della sua partenza e lo ha anche aiutato con il volo. Il Celta, ufficialmente, può dire qualsiasi cosa vuole, ma in fondo tutto è stato concordato“. Quindi lo shock del club dopo aver scoperto della partenza del giocatore sarebbe una farsa: “Il Celta non poteva parlare diversamente in pubblico: i galiziani dovevano mostrare solidarietà con le altre squadre spagnole. Dovevano fare ciò che hanno fatto, ossia criticare l’attaccante“. Tutto programmato dunque, dalla presunta fuga al viaggio, dall’aereo alle conseguenti critiche. Del resto, quando c’è di mezzo la Russia ogni storia diventa ben presto un intrigo internazionale.