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L’amaro addio al calcio di Matri: “Non volevo essere sopportato”

L’addio al calcio di Matri ha spiazzato tutti, ma dopo la rescissione contrattuale col Brescia l’attaccante ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. “Non volevo essere sopportato” ha spiegato a Sky Sport. Adesso potrà dedicarsi a fare il papà a tempo pieno in compagnia della bellissima Federica Nargi.

L’amaro addio al calcio di Matri

Cresciuto nelle giovanili del Milan, è esploso a Cagliari nel 2010 sotto la guida di Max Allegri, che l’ha poi rivoluto al Milan nel 2014 e alla Juventus nel 2015. “È un padre calcistico per me – spiega Matri -. L’ho avuto in più squadre e mi ha sempre dato fiducia, facendomi rendere al meglio. È il numero uno quando si tratta di sfruttare le caratteristiche dei giocatori che si ha a disposizione“. Sulla rete più importante non ha dubbi:Il gol in finale di Coppa Italia contro la Lazio. Ha un valore particolare perché ci ha permesso di vincere per la decima volta quella competizione”. Una rete che invece non si è mai goduto fu quella contro il Milan nel 2012: “Dispiace che sia stato oscurato dal gol-non gol di Muntari, di cui si parla ancora. Con quel gol il Milan non riuscì ad andare a più sette in classifica, perdendo poi punti con Bologna e Fiorentina. Ma ricordo anche quando segnai all’Inter nel febbraio del 2011″. 

Sul motivo del suo addio ha spiegato: Non posso lamentarmi di come è andata. Adesso però smetto.. Sono arrivato a prendere questa decisione visto come sono andati i primi sei mesi con il Brescia. Successivamente sono venuti a mancare un po’ di stimoli e dal campo ho avuto risposte non positive. Non avevo più voglia di essere sopportato e non fa parte del mio carattere restare in una piazza dove non posso dare ciò che serve. Dopo che sono rimasto svincolato di richieste ne sono arrivate poche e non ero convinto di nessuna di queste. Ho preferito evitare figuracce. Mi mancherà la vita da calciatore, ma solo un’occasione importante poteva farmi ripartire”.