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Marazzina ‘l’untore’: “Negli Usa mi davano la colpa per il coronavirus”

L’ex attaccante di Chievo, Roma e Bologna, Massimo Marazzina, attualmente allenatore negli Usa, ha raccontato della sua esperienza nel Nuovo continente.

Marazzina: ” All’inizio mi dicevano che era colpa mia, che avevo portato il virus”

In molti si chiedono che fine abbia fatto Massimo Marazzina, bomber del Chievo dei miracoli, che nel 2010 ha chiuso la carriera da calciatore con la maglia del Bologna. L’anno scorso Marazzina si è trasferito a Miami dove ha intrapreso la carriera da allenatore: “I numeri dei morti e dei contagiati che ci sono qui fanno spaventare – ha spiegato a ilposticipo.it. All’inizio mi dicevano che era colpa mia, che avevo portato il virus. Quando hanno visto che i morti crescevano in Italia e che il virus si espandeva in tutto il mondo hanno iniziato a scherzare meno e si sono preoccupati. Io insegno calcio ai bambini e ho spiegato ai loro genitori che non avevo avuto contatti con persone che vivevano in Italia. Dieci giorni fa hanno riaperto i parchi e ho ricominciato ad allenare. La MLS è ferma, ma è l’ultimo dei problemi: il primo sport è il football, poi ci sono baseball e basket. Trump spinge affinché l’economia riparta: lo apprezzo molto da questo punto di vista. Vuole riaprire al più presto, speriamo di avere buone notizie”.

Nel 2003 il grande salto nella Roma, un’esperienza che si è rivelata negativa: “Sono andato a Roma perché credevo di poter fare il salto di qualità, ma quando sono arrivato c’era una gran baraonda. Le cose non sono andate bene un po’ per colpa mia e un po’ per via di quella situazione. Tutti quanti non vedevano l’ora che finisse l’anno per ricominciare: non c’erano più né stimoli né obiettivi da raggiungere”. Su Delneri: “era il numero uno: è stato il migliore allenatore che ho avuto, vince proprio per distacco“. Chiosa finale sui giocatori più forti che ha affrontato: “Tra gli attaccanti dico Ronaldo il Fenomeno. Poi c’erano molti difensori forti: Thuram, Samuel, Nesta, Cannavaro e Maldini. Ricordo anche grandi giocatori come Stam, Cordoba e Costacurta”.