Retata in Bosnia, arrestato l’arbitro internazionale Slavko Vincic
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Retata in Bosnia, arrestato l’arbitro internazionale Slavko Vincic

L’arbitro internazionale Slavko Vincic nei guai. Il direttore di gara è stato infatti arrestato nell’ambito di un’indagine della polizia su un presunto giro di prostituzione e droga in Bosnia Erzegovina. Lo sloveno, negli ultimi anni, ha diretto diverse gare di Champions ed Europa League. Solo in questa stagione ha già arbitrato Bruges-Galatasaray, Genk-Liverpool e Manchester City-Shakhtar Donets, per la Champions e Bayer Leverkusen-Porto, in Europa League. Il quarantenne, secondo quanto riferito, non sarebbe a capo dell’organizzazione sgominata. Il fischietto era semplicemente un cliente del giro di ragazze che faceva capo a Tijana Maksimovic. La donna è stata fermata, con altre tre ragazze, mentre tentava di attraversare il confine illegalmente, in barca sul fiume Drina. 

Arrestato l’arbitro internazionale Slavko Vincic

L’arbitro internazionale, invece, è stato arrestato durante un’irruzione della polizia in un casolare a Bijeljina, sempre nella penisola balcanica. Vincic, che stava partecipando a una festa, è stato colto in flagranza di reato insieme ad altri 26 uomini e 9 donne. Gli agenti oltre agli arresti hanno sequestrato anche cocaina, armi e denaro. Lo sloveno è stato subito interrogato e poi rilasciato. Dopo essere tornato in libertà ha proclamato la propria innocenza ai media locali:Dopo un incontro con alcuni partner commerciali, c’è stato un invito a una festa in un ranch a cui abbiamo risposto di sì. Dopo il raid della polizia siamo stati invitati a un colloquio informativo, in cui ho spiegato che non conoscevo affatto queste persone. Successivamente mi hanno dato il via libera per tornare a casa in Slovenia“. 

Molti degli uomini presenti alla festa sono rimasti in carcere e dovranno difendersi da una serie di accuse. La polizia di Bijeljina, attraverso un comunicato, ha parlato dell’operazione: “Durante la perquisizione della casa e dei veicoli utilizzati dagli indagati, sono stati trovati e sequestrati 14 pacchi di cocaina, dieci pistole, tre armature, oltre 10mila euro in varie valute, telefoni e computer portatili”. Vincic potrà invece tornare a casa, ma la sua carriera di arbitro potrebbe esser giunta al termine, come dichiara anche il capo dell’associazione degli arbitri sloveni, Vlado Sajn, ai media: “È una coincidenza che Vincic fosse lì. Era nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Ma la macchia sulla sua reputazione potrebbe danneggiare la sua carriera di arbitro”.