Eto'o e gli inizi in Camerun: "Mi nascondevo per giocare, i miei genitori non volevano, poi..."
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Eto’o e gli inizi in Camerun: “Mi nascondevo per giocare, i miei genitori non volevano, poi…”

È stato uno degli attaccanti più formidabili del ventunesimo secolo con i suoi quasi 400 goal segnati in giro per il mondo e i tanti trofei conquistati soprattutto con le maglie di Barcellona e Inter. Ma gli inizi per Samuel Eto’o non furono dei più semplici, dato il fermo parere contrario di mamma e papà. Che però dovettero ricredersi…

Il miglior calciatore africano di tutti i tempi, come lui stesso si è auto-nominato giusto poche settimane fa. Samuel Eto’o ne ha fatta tanta di strada, dall’infanzia a Nkon, in Camerun, al tetto d’Europa conquistato ben tre volte con Barcellona e Inter. Il camerunense ha concesso una lunga intervista a Fifa.com dove ha raccontato alcuni aneddoti riguardo il suo approdo al mondo del calcio. Gli inizi per Eto’o non sono stati facili, dato che i suoi genitori erano assolutamente contrari che il figlio intraprendesse la carriera da calciatore. Più che contrari. Tanto che il giovanissimo Eto’o era costretto a nascondersi per poter prender parte alla partite durante la sua adolescenza. Fino alla più tipica delle sliding doors

Gli inizi di Eto’o e il veto dei genitori

Fin da bambino – racconta il camerunense al sito ufficiale della Fifa – ho vissuto e respirato calcio, ma i miei genitori sono stati molto duri con me. Non riuscivano ad accettare che io giocassi a calcio perché per loro il calcio era qualcosa che i bambini praticavano invece di andare a scuola. Io però a scuola ci andavo, e non ero nemmeno un cattivo studente, ma avevo una passione, che era il calcio“. Fino a una partita che gli permise di avere l’ok di papà e mamma: “Un giorno ho preso parte ad una partita nella mia città e ho dovuto nascondermi per poterla giocare. Quello che non sapevo è che mio padre era con alcuni amici nel bar di fronte al campo. Tutto quello che riuscii a fare quel giorno in quella partita mi fece ottenere il “pass” per giocare a calcio liberamente“. Dopo quella partita anche papà dovette cedere al talento enrome di Samuel: “Ero l’eroe del mio quartiere dopo quella partita. Quel giorno, quando sono tornato a casa, mio ​​padre arrivò un po’ più tardi e mi disse ‘Sei così bravo, ho visto la tua partita oggi. Parlerò con tua madre in modo che tu possa continuare a giocare’“.

In quell’istante nacque la leggenda di Samuel Eto’o, quando aveva appena 12 anni. Da quel momento non si sarebbe più guardato indietro. Fino all’Europa e alla conquista di ben 12 trofei. Per la gioia di mamma e papà.