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L’arte della competizione: CR7 e Jordan vincenti…anche a ping pong

Esiste un filo conduttore che accomuna le vite dei grandi campioni dello sport. Una caratteristica che gli permette un ulteriore step verso il successo e la gloria: un innato spirito di competizione che li porta ad un continuo miglioramento. Sotto ogni aspetto. Una caratteristica che collega due mostri sacri dello sport come Cristiano Ronaldo e Michael Jordan.

Cristiano Ronaldo e Michael Jordan. CR7 e MJ. Due icone diverse di due diverse epoche e due diversi sport. Ma tante caratteristiche comuni. Del resto tutti i campioni hanno delle qualità che li rendono simili tra loro e in grado di elevarsi ed emergere rispetto al resto degli sportivi. Questi due campioni possiedono una caratteristica essenziale che ha permesso loro di continuare a migliorarsi nonostante un livello qualitativo raggiunto già altissimo: un innato spirito di competizione. Questo unito a un feroce odio verso qualsiasi tipo di sconfitta. Tra CR7 e Jordan c’è un collegamento molto esemplificativo di tutta questa competitività e voglia di vincere e li ha visti alle prese con delle sfide a ping pong…

Cristiano Ronaldo vs Ferdinand

L’episodio riguardante l’attaccante della Juventus risale ai tempi di Manchester ed è stato raccontato tempo fa dal suo ex compagno con la maglia dei Red Devils Patrice Evra. “Una volta Cristiano stava giocando a ping pong con Rio Ferdinand e Rio lo ha battuto“, racconta il francese. “Abbiamo iniziato ad esultare, ma abbiamo anche subito notato che Cristiano era molto infastidito. Dopo quella sconfitta ha mandato suo cugino a comprare un tavolo da ping pong. È stato due settimane ad allenarsi e ha sfidato di nuovo Rio Ferdinand: lo ha battuto davanti a tutti noi. Questo è Cristiano Ronaldo e non mi sorprende che voglia vincere altri Palloni d’oro. O il Mondiale...”.

Jordan vs Laettner

Barcellona ’92, la prima Olimpiade in cui la Nazionale di basket Usa si presenta con giocatori professionisti. Nel Dream Team di Jordan e Magic, unico cestista proveniente dal college è Christian Laettner, centro da Duke. Laettner, oltre ad essere abilissimo sotto canestro, aveva un’altra qualità: era un’ottimo giocatore di ping pong. Jordan lo sfidò. Racconta Nat Butler, fotografo Nba: “Michael stava giocando e sudando come se fosse il quarto finale di una partita. Per qualche ragione, Laettner lo battè“. MJ non era proprio il tipo a cui piaceva perdere: “Gettò la racchetta e non parlò a nessuno per due giorni. Venni a sapere che si fece consegnare un tavolo da ping pong in stanza. Nessuno lo sapeva. Si esercitò in vista della rivincita, due, tre giorni dopo. Vinse quella sfida 21-4. Lo distrusse“.

CR7 e Jordan non li batti nemmeno a ping pong…

Un vero e proprio parallelismo. Due episodi lontani nel tempo ma praticamente identici. Due episodi che fanno capire alla perfezione come questi due campioni riescano ad alzare sempre il loro livello quando sentono l’odore della competizione. Per quanto il dover vincere ad ogni costo spesso li renda antipatici agli occhi degli altri. Ma la sconfitta per loro non esiste. Anzi, la sconfitta è solo un mezzo per riuscire ad ottenere la vittoria successiva. E questo fa tutta la differenza del mondo. La differenza tra un normale atleta e un vincente. Un campione.