Vi ricordate Esajas? Il lavapiatti ingaggiato dal Milan. Ecco che fine ha fatto
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Vi ricordate Esajas? Il lavapiatti ingaggiato dal Milan. Ecco che fine ha fatto

Oggi 13 Giugno ricorre il compleanno di Harvey Esajas. Sentendo questo nome si sarà aperto il cassetto dei ricordi e sarete tornati con la mente a 15 anni fa. Difatti nell’inverno 2005, Esajas è stato per qualche settimana, il calciatore del momento, di cui tutti i tg sportivi e le trasmissioni tv (vedi il Bivio di Enrico Ruggeri) parlavano. Ma che fine ha fatto? Oggi vi raccontiamo la parabola discendente, il (breve) momento d’oro e poi di nuovo discendente del terzino olandese.

Esajas un bidone con un amico importante

Cresciuto nelle giovanili dell’Ajax, insieme a un certo Clarence Seedorf, Esajas esordisce tra i professionisti nel 1993 con la maglia del Feyenoord. Nella prima stagione a Rotterdam gioca col contagocce ma riesce a togliersi lo sfizio di segnare alla sua ex squadra. Le altre due stagioni sono negative, praticamente non gioca mai, perciò nel ’96 prova a rilanciarsi col Groningen. Tuttavia, sono più le volte che siede in panchina. Da quel momento in poi inizia la sua parabola discendente, con un pellegrinaggio nelle varie squadre provinciali olandesi e una breve parentesi nel Real Madrid B (dove non gioca neanche una partita). Cade in depressione, ingrossa e si allontana sempre più dal calcio professionistico finché nel 2001 appende gli scarpini al chiodo e inizia la sua nuova carriera da lavapiatti.

La vita calcistica sembra finita per il difensore olandese, ma nel 2004 avviene qualcosa di magico, degno di un film. Esajas incontra il suo vecchio amico Seedorf e tra una chiacchiera e l’altra gli rivela che gli manca giocare a calcio. Il buon Clarence, cuore d’oro, ha un’idea geniale: “Ti faccio tornare io a giocare a calcio, in serie A“. Promessa mantenuta, perché dopo averlo proposto al Torino (che gentilmente declina), Seedorf durante una cena coi vertici dirigenziali del Milan, parla di questo suo amico fenomeno che non era riuscito a sfondare. “All’Ajax era più forte di me, garantisco io”, parole che colpiscono Adriano Galliani. D’altronde Seedorf è uno dei giocatori più forti di quel Milan che qualche mese prima aveva vinto lo scudetto, quindi ogni sua richiesta viene accontentata.

Dalle stalle alle stelle, per poi tornare alle stalle

Esajas si presenta a Milanello in condizioni pietose. Pesa 110 kg ed è claudicante a causa di un infortunio con una pentola (ci era inciampato sopra). Grazie a Milan Lab, a una dieta ferrea e a ad allenamenti rigidi, Esajas perde 25 kg in pochi mesi. Ancelotti decide di regalargli il campo il 12 gennaio 2005, negli ultimi minuti di gioco contro il Palermo. Un quasi assist e qualche scatto interessante, Harvey è rinato! Negli spogliatoi scoppia in lacrime e dichiara: “Volevo dimostrare a tutti di non essere qui per caso, di meritarmi questa maglia. E adesso? Mica mi fermo qui…. Ecco che di colpo diventa il personaggio del momento, la favola di Esajas illumina il calcio italiano e dona speranza a tutti.

Peccato che dopo quei 14′, non vede praticamente più il campo. La stagione successiva il Milan lo regala al Legnano e quella dopo passa al Lecco, senza fortuna. Nel 2006, mentre gli italiani festeggiano la vittoria del mondiale, Esajas appende gli scarpini al chiodo per la seconda e ultima volta. Di lui non si ricorda già più nessuno.Torna in Olanda come allenatore delle giovanili del Buitenveldert, nel 2010 si parla di lui come papabile allenatore del Monza, ma alla fine non se ne fa niente. Cosa fa oggi Esajas? È tornato nel campo della ristorazione, fa il cuoco in un ristorante e la sua foto con la maglia del Milan è sempre in bella mostra. Chissà se Clarence lo proporrà di nuovo a Galliani per allenare il Monza neo promosso in serie B.

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