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Da galeotto a personal trainer: la parabola del preparatore di Sancho Michael Boateng

Michael Boateng ha 28 anni, una mediocre carriera da calciatore, ed è il preparatore di alcune delle giovani stelle più fulgide del calcio inglese, da Jadon Sancho a Ryan Sessegnon. Prima di arrivare a questo però, la sua turbolenta vita è passata per ben due volte dal carcere. Da galeotto ad esempio, questa è la sua storia.

L’ennesima storia di redenzione, dal fondo alla rinascita, fino a diventare un mentore per i giovani. Questa è la parabola di Michael Boateng, 28enne personal trainer tra gli altri dell’asso del Borussia Dortmund Jadon Sancho e della stellina del Tottenham Ryan Sessegnon. Boateng è un ex, mediocre calciatore, con un passato nell’Academy del Crystal Palace e trascorsi ai Bristol Rovers, al Bromley e al Sutton United. Fino all’approdo alla squadra dell’East Sussex, il Whitehawk, dove iniziarono i suoi guai giudiziari. Lì, nel 2013, venne infatti accusato di aver truccato alcune partite e conseguentemente bandito a vita dal calcio: “Sono stato il capro espiatorio per le partite truccate – racconta al podcast Banged Up. “Punire me era nell’interesse di tutti. Andai ad una riunione introduttiva in un bar e non fui d’accordo su nulla. Ma le cose accadono per una ragione e ora aiuto gli altri a non commettere i miei stessi errori“. Dopo quella vicenda poi, altri problemi con la legge: nel 2015 la polizia lo ha arrestato per traffico di droga. Da allora ha cambiato la sua vita, prendendo in prigione la qualifica di preparatore atletico.

Boateng da galeotto a preparatore e mentore di Sancho

Totalmente rinato dopo queste esperienze che hanno segnato la sua vita, Boateng crede ora di poter svolgere un ruolo fondamentale nel prevenire che altri commettano gli stessi errori che hanno portato alla fine precoce della sua carriera di calciatore. Parlando di Sancho, il personal trainer ne tesse le lodi: “Il cielo è il limite con Jadon. È fantastico ed è un bravo ragazzo. È incredibile che i ragazzi riescano a non giudicarmi e questo mi motiva per essere il giusto esempio per loro“, Questo lavoro ha anche dei vantaggi extra: “Con loro mi comporto come un fratello maggiore, si sentono a proprio agio con me. Io mi diverto, esco con loro e ho delle vacanze gratuite“. C’è da dire, che i frutti del lavoro di Boateng si vedono anche sul campo, con Sancho che è considerato uno degli astri nascenti del calcio mondiale e Sessegnon passato la scorsa estate al Tottenham dal Fulham per 30 milioni a soli 19 anni. Dall’aver toccato il fondo a diventare mentore per i giovani, l’ennesima, bella storia di rinascita del calcio.