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Di Canio: “Troppo caldo per giocare?! C’è gente che non lavora…”. Poi stoccata ad Ancelotti

Mai banale, l’ex attaccante romano Paolo Di Canio, sulle colonne del Mattino si è scagliato contro i calciatori che si stanno lamentando di giocare col caldo. Poi inaspettatamente ha criticato Carlo Ancelotti, “colpevole” di vincere solo nei top club.

Di Canio contro alcuni calciatori e Ancelotti

Paolo DI Canio ce l’ha con tutti e non la manda a dire: “I calciatori non si lamentino. Ricordo quando ci portarono a giocare a Leon, in Messico, in piena estate: c’erano 42 gradi. Ed era solo un’amichevole. A me, De Marchi e Luppi quasi serviva un respiratore a metà del primo tempo”. L’opinionista di Sky si è detto divertito da questa seconda parte di Serie A: Il campionato estivo mi piace, sono gare vere, certamente con più pause ma molto meglio queste partite che quegli allenamenti con le rappresentative dei boscaioli in montagna che vinci 12-0 e ti esalti per poco e rischi di farti male esattamente come adesso. Si lamentano di cosa i calciatori? Ma perché in una estate normale non sono costretti a giocare contro Manchester City o Chelsea dall’altra parte del mondo dopo appena 5 o 6 giorni dall’inizio del ritiro?”.

L’ex capitano della Lazio spiega: “Almeno adesso mandano un segnale alle persone. Alla gente comune che è in difficoltà, che farebbe i chilometri a piedi pur di tornare a lavorare e che magari si distrae vedendo un po’ di calcio in tv in queste giornate di giugno e luglio“. Chiosa finale su Carlo Ancelotti: “All’Everton ha trovato la sua dimensione: lo dice la sua storia, lui è tra i migliori nella gestione di grandi campioni che giocano nei grandi club. Ha vinto dove si vince a prescindere da chi è l’allenatore: al Real dove però hanno vinto in tanti, al PSG e al Bayern. Al Napoli invece non è andata così: al primo anno ha sfruttato i meccanismi lasciati in eredità da Sarri, al secondo doveva metterci del suo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, con il banco che è saltato”.