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Shaqiri campione con il Liverpool, ma dalla Svizzera attaccano: “Spettatore pagato”

Il Liverpool è tornato sul tetto d’Inghilterra dopo trent’anni di digiuno, nonostante una stagione resa più che problematica dall’emergenza Coronavirus. Festeggia anche l’ex Inter Xherdan Shaqiri, uno dei giocatori della rosa a disposizione di Klopp, ma secondo Arno Rossini, storico allenatore di club svizzero, l’esterno d’attacco ha veramente poco da festeggiare.

Nella rosa del Liverpool campione della Premier League dopo trent’anni c’è anche l’ex meteora nerazzurra Xherdan Shaqiri, anche se in pochi se ne sono accorti. Già perchè il 28enne svizzero di origini kosovare, in campionato ha visto il rettangolo verde appena sei volte in stagione, mettendo a segno solamente una rete. Ed è proprio dalla Svizzera che arriva un vero e proprio attacco frontale per l’esplosivo esterno offensivo dei Reds. La bordata arriva da un personaggio che nella nazione alpina è praticamente una leggenda, Arno Rossini, 63enne allenatore di alcuni dei club rossocrociati più blasonati. Rossini ha rilasciato un’intervista a Ticinonline, in cui ha sparato letteralmente a zero contro il malcapitato Shaqiri.

Dalla Svizzera: “Liverpool campione ma Shaqiri solo spettatore…”

In Svizzera pensano che Shaqiri abbia ben poco da festeggiare per la vittoria del Liverpool, come spiega il decano del calcio rossocrociato Rossini: “C’è una motivazione: Xherdan non è un campione. È un buon giocatore, ha avuto la fortuna di militare in squadre vincenti. Non possiamo certo dire che abbia lasciato il segno con le squadre con le quali ha vinto…“. Tanto per usare un eufemismo. “Il suo grande limite è la continuitàcontinua l’elogio il buon Arno- su 90 minuti ne gioca forse 15’. E questo non spinge gli allenatori a metterlo in campo perchè non è Messi. Quindi panchina. O tribuna. Diciamo che negli anni ha spesso seguito le partite delle sue squadre da spettatore, seduto nei posti migliori. Ed è anche stato pagato milioni per questo“. Dopo questa serie di complimenti, Rossini chiude con un laconico: “Non so in quanti, tra dieci anni, si ricorderanno di lui ripensando alle grandi squadre nelle quali ha militato“. Grazie Arno, Shaqiri sarà felicissimo di queste parole..