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Insigne: “Ancelotti troppo morbido… Ecco perché ho lasciato Raiola”

Lorenzo Insigne torna sulla deludente stagione del Napoli, che a inizio campionato sarebbe dovuto essere l’anti-Juve, invece adesso rincorre l’Europa League. Il capitano degli azzurri ha fatto mea culpa su come si è comportato il gruppo, soprattutto sotto la gestione Ancelotti.

Lorenzo Insigne fa mea culpa

“A Napoli le aspettative sono sempre alte e al minimo errore paghi – inizia così l’intervista di re Lorenzo al corriere della sera -. A me non sono mai stati fatti sconti, ma da un paio d’anni ho capito che dovevo migliorare anche fuori dal campo. E va molto meglio”. Una stagione iniziata bene, poi naufragata dopo l’ammutinamento dello spogliatoio alla decisione del club di andare in ritiro: Fu un errore, abbiamo pagato ma per fortuna ci siamo ripresi. La squadra si è ripresa dopo l’esonero di Ancelotti e conseguente arrivo di Gattuso: “Non sono nessuno per giudicare Ancelotti, allenatore che ha vinto tutto e soprattutto quasi ovunque. Il mister è abituato a grandi campioni, io gli dicevo sempre che noi avevamo bisogno di essere messi sotto pressione, anche bacchettati se era il caso. Mi rendo conto che la mia è un’autocritica: siamo professionisti, dovremmo camminare da soli, ma noi forse in quel momento avevamo necessità di sentire il fiato sul collo“.

Con ringhio le cose sono cambiate: “II mister esige tantissimo e ci motiva ogni secondo. Con lui mi sono sentito al centro del progetto, mi ha attribuito responsabilità e fiducia e il rapporto è autentico, spero di ripagarlo. Impossibile rilassarsi con Gattuso! Si è arrabbiato a Bergamo e ci ha avvisati: bisogna dare il 200 per cento in tutte le partite che mancano. È un nostro dovere, ma anche un modo per arrivare pronti all’appuntamento con il Barcellona”. Mino Raiola è considerato tra i migliori agenti in circolazione, Insigne invece, a sorpresa, l’ha recentemente licenziato: “Non c’entra il calcio né, come ho sentito dire, perché con lui dovevo andar via da Napoli. È stata una decisione personale. Giocare nella propria città è il sogno di chiunque. Non dipende, certo, soltanto da me. Vediamo cosa dice De Laurentiis”.