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Klopp snobbato dall’Amburgo per motivi assurdi: “Non chiamatemi più”

Anche quest’anno l’Amburgo non riuscirà a tornare tra le grandi, in Bundesliga. È il 12 maggio 2018 quando il club retrocede per la prima volta nella sua storia in Zweite Bundesliga. Esattamente 54 anni e 261 giorni dall’unificazione del campionato tedesco. Ma prendendo delle decisioni differenti, la dirigenza del club tedesco, forse, avrebbe potuto cambiare il destino della squadra. Le scelte fatte, invece, si sono rivelate fallimentari. Nel 2008, in particolare, gli ex campioni d’Europa stavano cercando un nuovo allenatore. Uno dei nomi papabili era quello di Jurgen Klopp, ma l’Amburgo ha snobbato il tedesco e per motivi davvero assurdi. Il tecnico del Liverpool ha fatto poi sapere di non voler più ricevere chiamate dal club. 

Klopp snobbato dall’Amburgo per motivi assurdi: “Non chiamatemi più”

Dopo che Huub Stevens aveva annunciato la sua intenzione di dimettersi alla fine della stagione, la dirigenza dell’Amburgo era alla ricerca di un nuovo tecnico. Tra i potenziali successori c’erano Fred Rutten, che all’epoca allenava il PSV, Christian Gross che era al Basilea, Bruno Labbadia del Greuther Furth e l’allora allenatore del Magonza, Klopp. All’inizio di febbraio 2008, l’amministratore delegato del club, Bernd Hoffmann, il direttore marketing Kakja Kraus e il direttore sportivo Dietmar Beiersdorfer si recano quindi a casa della famiglia del tedesco. Jurgen però non convince Beiersdorfer. Secondo il direttore sportivo una persona come Klopp non era adatta a un club come l’Amburgo. In primis perché i giocatori del Magonza chiamavano il tecnico con il soprannome di “Kloppo”, inaccettabile per il direttore sportivo. Inoltre il 53enne era un fumatore, che era sempre in ritardo per l’allenamento e si presentava sfoggiando barba trasandata e indossando jeans con dei buchi.

Klopp ottiene quindi un punteggio bassissimo e viene scartato. Il tedesco non la prende proprio bene e lo confessa in seguito a RND: “Il fumo era vero, ma la mancanza di puntualità è una falsità assoluta. E poi il soprannome Kloppo, associato alla questione dell’autorità, lo trovo irrispettoso. Quando ho iniziato a Magonza come allenatore, i giocatori erano i miei compagni di squadra. Il giorno dopo ero il loro allenatore, quindi avrebbero dovuto iniziare a chiamarmi Mr. Klopp? Allora, ho detto ‘Beh, amici, se c’è ancora interesse, assolutamente no. Non chiamatemi più!”. Klopp avrebbe potuto tranquillamente rianimare un Amburgo in crisi, se solo non avesse avuto i buchi nei jeans e la barba trasandata.