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Sentenza City, Klopp e Mourinho dicono la loro: Guardiola risponde

Sospiro di sollievo per il Manchester City. La sentenza del TAS di Losanna ha salvato il club dalla squalifica per 2 stagioni dalle competizioni europee. Ribaltata quindi la sentenza dello scorso 14 febbraio che prevedeva invece l’esclusione dei Citizens dalle coppe UEFA. In molti hanno subito commentato la scelta del tribunale arbitrale dello sport, tra questi alcuni tecnici della Premier League tra cui il vincitore del titolo Jurgen Klopp, ma anche lo Special One, oggi sulla panchina del Tottenham. Mourinho, come sempre, non ha usato mezzi termini definendo la sentenza vergognosa: È una sentenza vergognosa. Se il City non fosse colpevole, non verrebbe punito con 10 milioni di euro di multa. Se non sei colpevole non prendi una multa, se sono colpevoli allora la sentenza è una vergogna e dovrebbero essere espulsi. Non so se il City sia colpevole o no, ma in entrambi i casi è una decisione vergognosa”.

Sentenza City, Klopp e Mourinho dicono la loro: Guardiola risponde

Più morbido invece il tedesco, che lancia comunque una frecciatina ai Citizens: “Dal punto di vista personale, sono felice che il Manchester City possa giocare in Champions nella prossima stagione, perché se avessero dovuto giocare tante partite in meno non avrei visto alcuna possibilità per qualsiasi altra squadra in Premier League. Non auguro nulla di male a nessuno, ma non credo sia stata una buona giornata per il calcio. Il Fair play finanziario è una buona idea e serve per proteggere le squadre e la competizione, in modo che nessuno spenda troppo. I club devono assicurarsi che i soldi che vogliono spendere provengano dalle fonti giuste. Vengo dalla Germania, un sistema diverso dove non ci sono questi problemi”

Commenti più o meno duri che il collega Pep Guardiola non ha particolarmente apprezzato, come dimostrano le sue parole a Sky Sports: “Se vogliono parlarne, sono qui. La sentenza arriva da tre giudici indipendenti ed era chiara, ma se vogliono hanno il mio numero di telefono, possono chiamarmi e gli posso dare spiegazioni. Non è un problema. Sono felice per i giocatori, ciò che hanno fatto in campo è il motivo per cui siamo in Champions League. Se avessimo infranto le regole oggi saremmo stati esclusi e avremmo accettato la decisione della Uefa. Il club credeva invece che ciò che aveva fatto fosse giusto e tre giudici del Tas hanno stabilito che abbiamo agito correttamente. Speriamo che la gente ora la smetta di parlare, altrimenti che vada in tribunale a dimostrare il contrario”.