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André Schurrle, addio calcio giocato: si ritira a 29 anni

Una carriera promettente e la Coppa del Mondo a soli 24 anni. La vita di André Schurrle sembrava un sogno fino a qualche anno fa. Poi però tutto comincia a cambiare e oggi, a soli 29 anni, André ha scelto di annunciare il ritiro dal calcio giocato. Tutta colpa del pollo o meglio, di un’intossicazione alimentare causata proprio dal pennuto che ha cambiato radicalmente la vita e le prospettive dell’attaccante. La sua discesa ha inizio nel 2014, qualche mese dopo aver vinto il Mondiale. L’ex Chelsea è in Polonia con la nazionale tedesca, ma comincia a star male a causa della salmonella. Da quel momento, come spiegherà lo stesso Schurrle al Sun, tutto cambia: “Mi ha fatto male un pezzetto di pollo, ma essendo così magro perdere tre, quattro, cinque chilogrammi è stato un problema. Mi ci è voluto davvero tanto per recuperare le forze. Mi sentivo malissimo, non riuscivo neanche ad alzarmi dal letto”.

André Schurrle, addio calcio giocato: si ritira a 29 anni

I problemi fisici costano cari ad Andrè, che perde la maglia da titolare nel Chelsea di Josè Mourinho. Nel 2015 si trasferisce al Wolfsburg e, dopo solo un anno e mezzo, al Borussia Dortmund ma anche in patria la carriera non riesce più a decollare. Arrivano i prestiti al Fulham e allo Spartak Mosca e poi la rescissione di contratto con il club giallonero. C’era chi sperava in un suo futuro in Serie A, ma il 29enne ha scelto invece di ritirarsi. Ad annuncialo è lo stesso giocatore, in un’intervista a Spiegel, in cui spiega che i momenti brutti erano sempre di più rispetto a quelli felici. Una scelta difficile, ma su cui Andrè ha riflettuto per parecchio tempo.

“L’idea di lasciare il calcio stava maturando dentro di me da molto tempo e alla fine ho deciso. I momenti difficili erano sempre di più e quelli felici sempre meno. Devi sempre giocare un certo ruolo per sopravvivere nel business, altrimenti perderai il lavoro e non otterrai un nuovo contratto. Conta solo quello che fai in campo. Infortuni e debolezze non possono esistere. Non ho più bisogno degli applausi del pubblico”.