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Che fine ha fatto Manninger? “Svuotato dal calcio, ora faccio il falegname”

Arsenal, Juventus e Liverpool, la carriera di Alex Manninger è stata piena di soddisfazioni. Il portiere austriaco ha giocato in tutti i maggiori campionati europei fino a quando nel 2017 non ha appeso gli scarpini al chiodo per fare il falegname in quel di Salisburgo.

Manninger e la nuova vita da falegname

“Mi manca poco il calcio in sé – spiega Manninger al posticipo.it -. Mi manca poter condividere successi ed emozioni coi miei compagni di squadra, poi l’odore dello spogliatoio. Non mi manca il calcio che ti fa stare tutti i weekend in giro e che non ti permette di fare altre cose. Non mi manca nemmeno il mondo del lavoro in cui ti dicono che cosa devi fare e quando devi farlo. Il 90% di ciò che devi fare da calciatore è programmato e non hai spazio per altro. Adesso il portierone austriaco è tornato a fare quello che gli piace veramente: “Faccio il falegname. Mi piace tantissimo costruire case. Sto poco dietro ai macchinari, ma decido quello che dobbiamo fare. Sono ben inserito all’interno dell’impresa immobiliare. Da ragazzino ho fatto l’apprendista da falegname fino all’epoca del diploma, poi ho smesso per il calcio. Sono molto orgoglioso di aver fatto un’altra professione. Nella mia vita mi sono sempre messo in gioco e mi è sempre piaciuto lavorare”.

Manninger viene portato in Italia dalla Fiorentina, ma è a Siena che si mette in mostra, tanto da guadagnarsi la chiamata dalla Vecchia Signora: Giocare nella Juve dal 2008 al 2012 per me ha significato raggiungere un grande obiettivo professionale. Ho indossato la maglia della squadra più famosa al mondo, dove ho trovato grandi campioni come Buffon che era il mio idolo da ragazzino. Sognavo di raggiungere quel livello di calcio. Condividere gioie e dolori con quello spogliatoio è stata l’emozione più bella della mia carriera”. Tre anni fa l’addio al calcio:Mi sentivo svuotato: a quei livelli devi andare a mille e io non ce la facevo più. Il corpo non mi dava più quello che mi dava la mente: fisicamente dimostravo quarant’anni, la mia testa ne aveva trenta. Ero un po’ in confusione. Ho scelto di dire basta prima di fare danni”.