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Galliani svela i segreti dei grandi: “Sono lazzaroni. Ronaldo e Dinho che combinavano!”

Adriano Galliani in un’intervista al Corriere dello Sport ha raccontato alcuni simpatici aneddoti riguardanti Ronaldo e Ronaldinho ai tempi del Milan. Inoltre si è soffermato a parlare di Andrea Pirlo, neo allenatore della Juventus.

Galliani racconta di Ronaldo e Dinho

Ci sono i giocatori che studiano e poi ci sono i lazzaroni. Di solito i lazzaroni sono anche i più talentuosi, irragionevolmente dotati – ha raccontato affettuosamente sulle colonne del quotidiano romano -. Ronaldo, il Fenomeno. Siena, la sua seconda partita con noi, sei giorni prima aveva giocato mezz’ora con il Livorno. Il venerdì sera, a tavola, si mangia due piattoni di pasta al pomodoro e con mezzo chilo di pane fa la scarpetta. Io e Ancelotti ci avviciniamo. ‘Fenomeno, lo sai che domani giochiamo, non mi sembra il caso di esagerare. Lui alza lo sguardo dal piatto e con la bocca ancora piena di pane e sugo: ‘Quello che mi marca sa che dovrà controllare il Fenomeno, il problema è soltanto suo’. Due gol. Altro lazzarone di primissimo livello, Ronaldinho: non sapeva nemmeno contro chi avremmo giocato il giorno dopo, sembrava che la cosa non lo riguardasse affatto“.

Poi su Pirlo: “L’ho sentito al telefono e rideva. C’eravamo visti a Monzello il 5 agosto per l’amichevole del Monza con l’Under 19 della Juve e gli avevo detto ‘vedrai, Andrea, che farai una grande carriera, sei destinato ad avere successo anche come tecnico’. Ma non pensavo che potesse impiegare solo tre giorni per arrivare alla panchina della Juve. Immaginavo, che so, tra qualche mese (sorride, nda). Mentre glielo ricordavo lui rideva. Troppo forte, Andrea”.