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Taglio stipendi, Ozil si difende: “Sono 2 anni che cercano di distruggermi”

Mesut Ozil non ci sta e dice la sua sul taglio degli stipendi e sul suo futuro all’Arsenal. Solo qualche giorno fa il tedesco era stato inondato di critiche dopo che la società aveva deciso di licenziare 55 dipendenti. I tifosi del club londinese, e non solo, hanno reputato vergognosa questa scelta e hanno attaccato Ozil. La sua colpa? Guadagnare 350mila sterline a settimana, nonostante non giochi ormai da tempo, e non ridursi lo stipendio come altri colleghi, causa crisi. 

Taglio stipendi, Ozil si difende: “Sono 2 anni che cercano di distruggermi”

Ma Mesut non ci sta più e, in un’intervista al The Athletic, dice la sua sul compenso: “Come calciatori, volevamo tutti contribuire. Ma avevamo bisogno di più informazioni. Tutti quanti eravamo d’accordo con dei pagamenti differiti e io avrei anche dato una parte del mio stipendio se fosse stato necessario, una volta che la situazione calcistica e finanziaria fosse stata definita. Ma ci hanno coinvolto senza consultarci, ed è stato un tempo troppo breve per una decisione importante, con tante pressioni. Non era giusto, soprattutto per i ragazzi più giovani, quindi ho detto di no. Ho un bambino piccolo, ho impegni con la mia famiglia e con le mie associazioni di beneficenza. Da quanto ne so io, non sono stato l’unico calciatore a rifiutare il taglio degli stipendi. Ma è venuto fuori solo il mio nome”

Non una casualità per Ozil, che crede ci sia qualcuno da due anni a questa parte che tenta di distruggerlo: “Sono due anni che la gente cerca di distruggermi, di rendermi infelice, di far sì che i tifosi ce l’abbiano con me e di dipingere un quadro della situazione che non è quello reale. E forse questa mia decisione ha anche avuto conseguenze sul campo, non lo so”. Il giocatore ha confermato che rimarrà comunque a Londra, ama il club, la città e non vuole andarsene: “Io resterò qui fino all’ultimo giorno del mio contratto e darò il massimo per l’Arsenal. In passato ho dimostrato di poter tornare in squadra e lo dimostrerò di nuovo. Le cose sono state ovviamente difficili, ma amo l’Arsenal, amo lavorare per quella maglia e amo le persone nel club. Le persone vere, oneste, quelle con cui sono stato a lungo. Londra è casa mia”